Modena, 3 gennaio 2018 - "Saremo con i lavoratori finché non sarà riassorbito fino all’ultimo addetto licenziato ma soprattutto crediamo che il sistema Castelfrigo possa e debba essere fermato”. Lo dichiarano i pentastellati modenesi sono stati davanti all’azienda di Castelnovo Rangone per sostenere i lavoratori in sciopero con la presenza dei deputati Michele Dell’Orco, Alessandro Di Battista e Vittorio Ferraresi.

“L’azienda -spiegano i pentastellati- è un meccanismo apparentemente legale, basato su affitto di rami d’azienda e subappalti cooperativi, ma di fatto stando alle dichiarazioni di lavoratori e sindacati si regge sullo sfruttamento del lavoro. Che le cooperative siano spesso un modo per risparmiare e sfruttare lavoro precario è cosa risaputa. Perché nessuno è intervenuto in questi anni? La Regione e le amministrazioni locali in questi ultimi anni hanno fatto il doppio gioco: a parole sono state a fianco dei lavoratori ma di fatto non sono intervenute concretamente e hanno permesso alle aziende di continuare a perpetrare questo sistema, sottopagando, licenziando e riassumendo a piacimento. Le amministrazioni e la Regione sono politicamente responsabili per quello che sta accadendo nel mercato del lavoro sul nostro territorio”.

“E’ necessario un reale intervento delle amministrazioni locali e delle forze dell’ordine per sincerarsi che non ci siano gli estremi per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. A nostro avviso gli elementi ci sono tutti e -aggiungono i 5 Stelle - sarebbe necessario forse anche un controllo giudiziario dell’azienda per evitare che situazioni al limite della legalità possano agevolare la commissione di altri reati come già accaduto nel 2002 con il caso Suincom, quando ci fu un omicidio di un lavoratore che svelò il mercato delle contraffazioni alimentari nell’ambito della lavorazione delle carni”.