Modena, 12 agosto 2017 - Una vita dedicata all’impegno politico in prima linea. Un’avventura intrisa di passione che ha attraversato la memoria del nostro Paese dal vecchio Pci alla sinistra moderna. La morte del senatore modenese Luciano Guerzonistroncato giovedì scorso a 82 anni da una malattia – ci consegna la storia di una vera e propria icona della politica locale e nazionale, capace nei decenni di ricoprire incarichi prestigiosi, sempre nel solco della sinistra tra le cui fila esordì giovanissimo. Formatosi nel Partito comunista modenese degli anni ‘60, Guerzoni transitò tra Pds, Ds e Pd. Consigliere comunale sotto la Ghirlandina e poi regionale, divenne anche presidente della Regione Emilia Romagna tra il 1987 e il 1990. 

Nel ’92 Guerzoni fu eletto senatore per il Pds, confermandosi a Palazzo Madama per quattro legislature fino al 2006. Negli ultimi anni aveva intensificato la sua attività con l’Anpi, di cui era ancora oggi il vicepresidente vicario nazionale, e non aveva rinunciato a distinguersi nelle file del Partito Democratico – a cui aveva aderito – rinunciando però a rinnovare la tessera da qualche anno. All’ultima battaglia referendaria, l’ex presidente della Regione si era battuto strenuamente per il No alla riforma istituzionale voluta da Renzi. 
Guerzoni verrà ricordato anche come ‘talent scout’ di diversi leader e compagni ancora oggi sulla breccia, su tutti l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani. E proprio Bersani affida al Carlino un pensiero accorato e commosso del suo mentore: «Gli devo molto. Vide un giovane laggiù a Piacenza e gli sembrò che si dovesse metterlo alla prova. Spero di non averlo deluso... lui non ha mai deluso me». 

Altrettanto grato e legato a Guerzoni è Lanfranco Turci, a sua volta politico di lunghissimo corso, presidente della Regione Emilia-Romagna dal ‘78 all’ ‘87, guida di Legacoop fino al ‘92 e poi senatore. «Fu lui a convincermi a entrare nella Federazione Giovanile Comunista Italiana quando uscii dal liceo Muratori e da allora le nostre strade sono sempre proseguite in parallelo. Dal ‘61 al ‘64 condividemmo la stessa camera a Roma, poi – ricorda – tornò a Modena e io lo seguii poco dopo. Da lì è partita una sorta di staffetta nei vari incarichi che ricoprimmo negli anni a venire».

«Nel ‘75 – racconta ancora Turci – Guerzoni era segretario regionale del Pci e io consigliere regionale e in seguito assessore, poi diventai presidente e lui subentrò a me nel 1987. Nel ‘92 entrò in Parlamento e io lo stesso; entrambi fummo esponenti del riformismo emiliano. Che persona era? Sicuramente lo contraddistinguevano una grande serietà e un grande rigore – dice Turci –. Rispetto a me è sempre stato più riflessivo. Aveva grande tenacia, la stessa tenacia con cui, per esempio, svelò l’archivio segreto del ministero della Difesa dove erano conservati documenti segretissimi legati al periodo nazista. Con la sua morte mi sono scorsi sotto gli occhi sessant’anni di impegno politico». La camera ardente per dare l’ultimo saluto a Guerzoni è aperta da ieri a Terracielo, mentre il funerale sarà lunedì alle 10.