Modena, 26 marzo 2017 - Tour modenese per l’ex premier Matteo Renzi, accompagnato da Mattero Richetti, sassolese oltre che suo nuovo portavoce, e Stefano Bonaccini, presidente della Regione. Tappe lontane dal possibile clamore mediatico (dalla comunità per giocatori d’azzardo di Marano a Campogalliano) per rimettersi in gioco sì tra i cittadini ma soprattutto tra gli iscritti (d’altronde di primarie del Pd, per ora, si tratta). «Dopo il referendum avevo pensato di mollare, ma poi ho pensato anche a come avrei fatto a guardare in faccia i miei figli e a dire loro di superare le difficoltà... Ora – le parole di Renzi – sono qui, insieme a voi per dire ‘no’ a un Paese con la testa girata all’indietro».

Di fronte a 500 persone, per la maxi cena al palazzetto dello sport di Campogalliano, Renzi, ieri sera, ha condotto un vero e proprio comizio elettorale, ribadendo l’intenzione di voler riprendere in mano un percorso già tracciato: «Stanotte metteremo l’orologio avanti di un’ora, col referendum abbiamo fatto il contrario, lo abbiamo messo all’indietro e questo è un problema». Un comizio prima del quale l’ex premier è stato reso inavvicinabile dal ‘servizio di sicurezza’ vero e proprio del Pd, che ha tenuto i giornalisti distanti da nell’arco di tutta la serata: nessun commento sul governo, niente sugli screzi interni al Partito democaratico. La giornata modenese è invece iniziata con l’incontro tra l’ex premier e Padre Sebastiano a Pavullo, al centro ‘Francesco e Chiara’: «Padre Sebastiano ed io siamo anche colleghi, in tv abbiamo partecipato alla trasmissione di Mike Buongiorno, ma lui mi ha battuto. Io ho vinto 48 milioni di lire e lui 150. Questa è una struttura straordinaria – ha commentato Renzi parlando del centro –. Ho visto le residenze e mi hanno detto che se ce ne fossero cinquanta, invece di 17, andrebbero via come il pane. Mi hanno fatto vedere il convento dei Cappuccini dove non ci sono più frati. Quell’edificio è pronto per poter diventare un luogo nel quale si può trovare spazio di accoglienza».

Poi ha aggiunto che il trasferimento di proprietà sarebbe problematico e costoso. E a questo punto, rivolgendosi a Bonaccini e ai deputati Matteo Ricchetti e Edoardo Patriarca, ha detto: «L’impegno che vogliamo prenderci è far sì che il sogno possa realizzarsi, che il convento possa passare a Francesco e Chiara nel tempo più rapido possibile. Troveremo una soluzione». E ha chiuso con un augurio di buon compleanno: «Il 6 aprile, uno di noi compie 90 anni». L’applauso è stato diretto a Padre Sebastiano.