I legali chiedono al Comune di coprire le spese
di Silvia Saracino
Modena, 2 febbraio 2012 - Gli avvocati di Carpi si mobilitano per salvare l’ufficio del giudice di pace dalla soppressione prevista nel decreto legislativo del governo. Nei giorni scorsi si è costituito un comitato composto da una decina di legali carpigiani, tra penalisti e civilisti, che ha due obiettivi: cercare di contrastare la decisione del ministero (che dovrebbe diventare operativa entro l’anno) e convincere i sindaci a finanziare le sedi distaccate. Il decreto infatti prevede la possibilità di mantenere le sedi se sono gli amministratori locali a farsi carico delle spese per i dipendenti e per i costi. Ipotesi che il sindaco Enrico Campedelli ha già scartato dicendo che «non ci sono risorse».
I membri del comitato sono gli avvocati Fabio Benetti, Pietro Ferrario, Francesco Perrone, Andrea Manicardi, Gabriella Rubbiani, Miria Ronchetti, Davide Bonfiglioli, Lisetta Lugli, Cinzia Sala e Monica Brunetti.
Hanno chiesto un incontro urgente ai sindaci di Carpi, Soliera e Novi, che potrebbero unire le risorse per finanziare la sede del giudice. «La risposta del sindaco Campedelli non convince — spiega il comitato — non si tratta di una spesa così onerosa»
Ecco alcuni dati che lo dimostrerebbero: per l’affitto di tutto il tribunale in via Carducci, il Comune riceve dal ministero 114 mila euro all’anno. A questa cifra si aggiungono altri 100 mila euro circa di costi vari, tra cui le utenze e 30 mila euro per sostenere il costo di un dipendente comunale nella cancelleria del giudice di pace.
«Il Comune non percepirà più l’affitto per l’ufficio del giudice di pace, ma su un totale di 200 mila euro per tutto il tribunale - contesta il comitato - e per mantenere il giudice di pace bastano tre persone in cancelleria, saranno 80 mila euro all’anno. Tra l’altro sono uffici al piano terra, resterebbero aperti comunque».
Con una spesa contenuta si continuerebbe a garanire una mole di lavoro che viaggia al ritmo di «1465 processi definiti nel 2009 e 1800 nuovi processi avviati nello stesso anno». Spostare tutto a Modena, significa creare un ingolfamento contro cui si batte anche Ascom Confcommercio che chiede un intervento del Comune. «Se adesso per una causa civile in media i tempi dell’ufficio di Carpi erano di circa 6-8 mesi, spostando la territorialità a Modena i tempi di attesa potranno lievitare fino a 3-5 anni» dice Massimo Fontanarosa.
di Silvia Saracino