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Appennino Cinemafestival Dall'escursionismo ai libri, tutto sull'amore per la montagna

Pievepelago

Conclusa con successo la kermesse tra tavole rotonde, presentazioni di libri, videoproiezioni, racconti d’avventura, fotografia e musica

di Milena Vanoni

Mirna Fornasier, viaggiatrice solitaria, e Franco Michieli, geografo esploratore
Mirna Fornasier, viaggiatrice solitaria, e Franco Michieli, geografo esploratore

Pievepelago (Modena), 16 settembre 2012 - Si è conclusa oggi con successo Appennino Cinemafestival, la kermesse interamente dedicata alla montagna, che si è tenuta al fresco dell’Appennino modenese. Una tre giorni benedetta dal sole ricca di appuntamenti, dove il filo conduttore, tra tavole rotonde, presentazioni di libri, videoproiezioni, racconti d’avventura, fotografia e musica, è stato l’amore per la montagna.

 

Tra alpinismo, sci, trekking e pedalate, a farla da padrone in questa settima edizione è stato senza dubbio l’escursionismo, il modo ‘vero’ di vivere la montagna, come l’ha definito il Club alpino italiano, che ha concluso la sua Settimana nazionale dell’escursionismo proprio sulle montagne modenesi, in occasione del Festival. Personaggi eccezionali di oggi e di ieri, legati alla natura incontaminata e alla montagna più dura, hanno riempito le sale e i cortili del piccolo centro montano di Pievepelago e del Lago Santo modenese. Nomi celebri sulla scena internazionale, che hanno saputo portare alta la bandiera del nostro Paese in tutto il mondo. Come la viaggiatrice solitaria Mirna Fornasier, bellunese, che ha portato in Appennino il racconto di un’avventura straordinaria, la sua, vissuta sola attraverso gli orizzonti sconfinati della Lapponia. E come Franco Michieli, geografo ed esploratore a piedi di nature impervie e selvagge, tra cui le terre artiche e le Ande, percorsi senza l’aiuto di nessuna strumentazione. Per non parlare del famoso ‘uomo dei viaz’ delle Dolomiti, Franco Miotto, lo scalatore bellunese oggi 80enne, protagonista di epiche scalate su roccia, entrato nella storia dell’alpinismo per essere stato il primo ad averle sfidate, con la sua umiltà, e la sua capacità di rimanere sempre «due gradini sopra le difficoltà impossibili».

 

Una kermesse, quella di Pievepelago, che ha cercato di divulgare un modo diverso di concepire la montagna, forse ancora troppo esclusivo, ma che probabilmente riesce proprio per questo a conservare la sua originalità, il suo valore, e il suo fascino. Come l’incredibile avventura di Bernardo Moranduzzo e Marcella Stermieri, due ‘folli’ trentenni innamorati della libertà, che ad Appennino cinema festival hanno portato il loro viaggio in bicicletta. Da Modena fino al cuore della Cina. 14mila chilometri in 12 mesi, sfidando il freddo di passi montani che sfiorano i 5000 metri di quota, e il caldo torrido di terre desertiche. Per tornare a casa e dichiarare di amare ancora e sempre di più la montagna.

 

Il Festival si è concluso oggi, sulle rive del Lago Santo modenese, con la Fiera del libro di montagna, che ha visto tra gli altri, la presentazione di Franco Pagliai, ‘Come un filo che pende’ e l’anteprima di ‘L’Appennino e l’alto crinale modenese’, di Matteo Carletti, Emilio Ballestri editore. Non è mancata nemmeno la musica, con le voci del Coro del Cai di Carpi, cui ha aggiunto la sua anche lo scalatore Miotto, sfoderando con simpatia le sue doti da cantante. E non è mancata nemmeno la solidarietà, con un brano intonato per i terremotati. L’onore di concludere la tre giorni targata montagna è spettato naturalmente a loro, i tre escursionisti-esploratori Miotto, Fornasier e Micheli, che hanno ricevuto il premio di questa settima edizione del Festival.

Milena Vanoni
 

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