Appuntamento alle 21 a Sassuolo con lo spettacolo 'La donna che sbatteva nelle porte'
di Gibo Borghesani
Modena, 7 febbraio 2012 - Un appuntamento da non perdere questa sera al teatro Carani di Sassuolo dove, alle 21, va in scena La donna che sbatteva nelle porte. Un giallo, una storia di amore costellata dalle emozioni e dai ricordi di Paula che, sul palco, viene interpretata magistralmente da Marina Massironi. L’attrice, dopo essere stata la quarta del trio Aldo, Giovanni e Giacomo al cinema e a teatro, ha debuttato nel 2000 in un ruolo intensissimo in Pane e tulipani che, oltretutto, le ha fatto conquistare il David di Donatello e il Nastro d’argento. Da lì è partita un’escalation di personaggi che l’hanno portata a questa sua esperienza teatrale in solitaria.
Com’è stato entrare nei panni di una donna vittima di violenze?
«E’ una grande responsabilità per una condizione che è molto più comune di quanto si pensi. Ogni sera è differente ma il percorso è stato intimo, faticoso, doloroso».
Che, però, viene stemperato da vari flash back...
«Lo spettacolo, come il libro, è una grande storia d’amore, avvolta in un mistero. Priva di autocommiserazione e giudizi morali, con più di un momento di grande ironia».
Il primo monologo. In scena meglio sola o in compagnia?
«In realtà ho la complicità di luci, scenografia e una straordinaria regia. Essendo uno spettacolo diretto io parlo molto al pubblico e lo scambio, così, è immediato».
E’ difficile che un’attrice ‘nata’ comica arrivi a ottenere ruoli complicati e drammatici. Per lei com’è stato?
«Questo è un ambiente dove ci sono curiosi e no. Io amo affrontare tutti gli aspetti della mia personalità, della mia emotività. Ho avuto la fortuna di incontrare registi che non si sono fermati alla superficialità... che parlano la mia stessa lingua».
Nel suo sito c’è una parte dedicata alla cucina, è un’appassionata?
«E’ una scoperta degli ultimi anni. Quando posso cucino spesso e ho pensato che, se mi verranno delle belle ricette le condividerò.... Purtroppo, come avrà visto, è tutto ancora... in cottura».
Lei ha la possibilità di girare il nostro paese in lungo e in largo. Che aria respira tra la gente?
«Non vorrei essere banale. Mi sembra che la preoccupazione abbia creato una sorta di stand by. C’è poca curiosità, poco interesse, si crede sempre meno nelle proprie possibilità aspettando stimoli esterni che non arrivano».
Ci consigli un libro che l’ha modificata…
«Ultimamente mi è piaciuto molto Italia, di Marco Lodoli con il suo tono familiare, intimo anche un po’ malinconico».
Lei ha iniziato la carriera da giovanissima. Sacro fuoco, idee chiare? Cosa sognava?
«Avevo visto Anna dei miracoli all’oratorio e fu una folgorazione: pensai che per me, timidissima, poteva essere un modo di esprimermi. Il resto è stata fortuna, o la conferma che era la strada giusta».
Come sta nella sua pelle di oggi?
«Non guardo mai indietro ma, le assicuro, molto molto meglio di un tempo. Ogni giorno mi sveglio e so di avere imparato almeno una cosa in più».
di Gibo Borghesani