Addio a Kamsin Giordano Urzino,
bassista dei Bermuda
Il noto musicista aveva 59 anni, si è spento al Centro oncologico. Oltre a far parte del celebre trio acustico, ha suonato con grandi firme del panorama internazionale

Modena, 22 ottobre 2009. Si è spento ieri al Centro Oncologico Modenese Kamsin Giordano Urzino, musicista, bassista dei Bermuda Acoustic Trio. Aveva compiuto 59 anni lo scorso 9 marzo.
Chi gli ha voluto bene ora lo immagina leggero nel cielo, trasportato da quel soffio caldo che si era scelto come nome d’arte. Quel Giordano che gli avevano dato all’anagrafe non gli bastava, ci aveva messo accanto Kamsin perché suo padre, arrivato dalla Calabria a Mirandola, gli parlava sempre di un vento egiziano che si chiamava così. E lui aveva deciso di usarlo quando intraprese la carriera di musicista, negli anni settanta. Sapeva suonare il contrabbasso, ma nei Bermuda Acoustic Trio si ‘limitava’ a fare il virtuoso del basso.
No, non si può ricordare Kamsin Urzino parlando soltanto della musica, anche se la musica è stata la sua vita. Ma sarebbe sbagliato ridurre il suo ruolo a quello di un pur bravissimo artigiano delle note. Nella magica e misteriosa alchimia che ha portato, nel 1997, alla nascita del trio acustico modenese, Urzino aveva un ruolo speciale perché come i compagni di viaggio Lele Monti e Giorgio Buttazzo suonava fondamentalmente perché si divertiva come un matto.
E non c’entra il successo della band, che ha ottenuto negli ultimi anni una consacrazione nazionale anche grazie alle presenze in tv nei programmi della Gialappa’s e alla tournée nella versione allargata a cinque elementi (proprio in questi giorni, ironia di un destino insensibile, era arrivata la convocazione per i laboratori di Zelig).
Nei cd e nei concerti dei Bermuda, la voce di Kamsin è la stessa che, potente, imita Pavarotti e poi si fa cristallina in una canzone come ‘A casa’, manifesto poetico dei Bermuda, e poi diventa quella di un discolo quando nell’introduzione di una cover notissima dei Pink Floyd scherza dicendo «è una nostra composizione».
Ora che la sua voce si può sentire solo nei dischi, nulla sarà più come prima. I Bermuda andranno avanti, negli ultimi mesi al posto di Urzino si sono già esibiti altri due musicisti, ma è lo stesso Giorgio Buttazzo a spiegare che «senza Kamsin, il gruppo non è più lo stesso. Potremo suonare le stesse canzoni, ma sarà tutto diverso».
Alla sua famiglia musicale era arrivato dopo esperienze importanti a livello nazionale, come quella con i Tritons, una delle due band in cui si divisero i New Trolls all’inizio degli anni settanta, della quale faceva parte anche il bolognese Jimmy Villotti.
Aveva anche collaborato ad alcuni dischi di Andrea Mingardi, aveva suonato nel primissimo disco di Nek, poi negli ultimi dodici anni era stato una delle tre anime dei Bermuda, con i quali aveva suonato con gente del calibro di Jeff Healey e Stanley Jordan, solo per citare un paio di nomi importanti.
Ma la gente che fermerà per un attimo la musica, quando riceverà la notizia, è sparsa in tutto il mondo. Da oggi potranno ascoltare solo quella dello stesso vento caldo.
di DORIANO RABOTTI
