Modena, 17 febbraio 2016 - A distanza di quattro anni dal terremoto (video) che ha squarciato le campagne tra Modena e Ferrara ci sono ancora 627 sfollati che vivono nei container (video). Li chiamano map, moduli abitativi provvisori, e in ognuno di loro - 193 in tutto - vive il ventre molle di un terremoto che fuori dai confini emiliani sembra già ampiamente risolto.

La realtà è diversa. I centri storici sono ancora imbrigliati nelle impalcature e chi era precario prima del sisma non trova lavoro e non riesce a pagare le bollette: problema, quest’ultimo, amplificato nei prefabbricati che funzionano solo a corrente elettrica e non sono coibentati. I consumi sono alti ma Enel le ha provate tutte, proponendo pagamenti rateizzati, fino ad accumulare un debito non più sostenibile: 350mila euro di bollette non pagate da parte di chi vive ancora nei map e 800mila euro lasciati da chi se ne è andato.

Enel ha detto stop e a una novantina di famiglie nei map sta staccando la corrente. Per 20 di loro ha iniziato un mese fa a ridurre gradualmente la potenza dei chilowatt e tra ieri e oggi ha staccato del tutto. Per altri 65 il distacco si completerà entro fine mese. Qualcuno si è fatto prestare un generatore, qualcun’altro una stufa a gas, ma molti rimarranno senza luce e riscaldamento. A Novi di Modena, dove 170 sfollati vivono nei container, si sta diffondendo il panico.

«Prima del terremoto facevo l’ambulante, vendevo dolciumi nelle fiere – racconta Lorena Bonfatti – poi sono rimasta senza lavoro e casa mia è ancora distrutta, la stanno ristrutturando. Non ho mai pagato una bolletta di Enel perchè sono rimasta disoccupata e non sapevo come fare. Ormai il mio debito è arrivato a 6mila euro».

A Lorena Bonfatti come ad altri sfollati, il Comune ha offerto una casa con l’affitto pagato da contributi pubblici ma lei ha rifiutato. «Mi hanno offerto un monolocale con una sola camera da letto ma io ho un figlio di 18 anni e serve una camera anche per lui». Per far arrivare la corrente Lorena ha installato un generatore, ma tra poco non sarà più sufficiente.

In casa Morana ieri pomeriggio è arrivato l’sms di Enel che avvisa del distacco completo. I debiti hanno superato i cinquemila euro. «Appena ho letto il messaggio ho cucinato il pane nel forno, visto che staccano tutto – dice Linda Badalamenti, moglie di Maurizio Morana – prima del terremoto lavoravo come badante e mio marito come autista ma ora siamo entrambi senza lavoro e abbiamo una figlia di 14 anni. Abbiamo chiesto aiuto al Comune ma dicono che non abbiamo diritto ad un aiuto economico». Non hanno una casa di proprietà, «ora ci staccano la corrente, ma non sappiamo dove andare».

Luigi Faniello è infuriato: «Stanno cercando di sbatterci fuori ma ci ritroviamo con 24mila euro di debiti con Enel. Se staccano la corrente ho una stufa a gas, anche se non si potrebbe tenere: vogliono denunciarmi? Facciano pure».