Vogliono essere proprio davanti al palcoscenico: così alcune ragazze hanno steso i loro sacchi a pelo sui gradini per trascorrere due notti in attesa dei loro beniamini
di Roberto Grimaldi
Modena, 10 luglio 2008. Hanno già trascorso una notte all'aperto, stendendo i loro sacchi a pelo sui gradini della tribuna dell'ex ippodrono del parco Novi Sad, con tanto di coperte colorate e cuscini a fiori. E si apprestano a farsi altre due notti sotto le stelle, sperando che il bel tempo tenga. Tutto questo per avere l'assoluta certezza di essere le prime ad entrare quando domani, alle ore 14, apriranno i cancelli del concerto dei loro idoli, i Tokio Hotel. Sono già una trentina, tutte ragazze dai 17 ai vent'anni. La «veterana» del gruppo, Eleonora, ne ha 25. Vengono dalla provincia (Mirandola, Castelvetro, Fiorano e Formigine) ma anche da Reggio Emilia e Varese. Un gruppetto viene dalla Germania (tra questi un ragazzo pettinato come Bill, il leader del gruppo), ci sono persino madre e figlia venute appositamente da Parigi. Passano la giornata in atmosfera da camerata, sempre lì, sui gradoni della tribuna, a caccia della grande ombra della tettoia per difendersi dal sole cocente. Il tempo trascorre tra chiacchere, partite di scala 40 e ovviamente ascoltando con gli iPod le canzoni di Gustav, Bill, Tom e Georg, i quattro ragazzi che fino a due anni fa cantavano in tedesco ed erano conosciuti solo in Germania, e ora hanno all'attivo milioni di copie di dischi venduti.
Cosa le spinge a pernottare sul luogo del concerto fin da tre giorni prima? «Per noi è fondamentale essere in prima fila — dicono tutte — per cantare le canzoni che ovviamente sappiamo a memoria, a poca distanza dal cantante, quasi come se fossimo in coro con lui. E poi non si sa mai che lancino al pubblico un loro ricordo. Saremmo avvantaggiate. E anche alcune di noi lanceranno qualcosa a loro».
Tre ragazze si sono portate da casa un orsacchiotto che lanceranno sul palco la sera del concerto: «Il peluche si chiama Ernesto. Scriveremo i nostri nomi sul fiocco — dicono — poi lo lanceremo sul palco, sperando che venga raccolto. Quasi quasi ci dispiace, al nostro orsetto ci eravamo affezionate. Ma ormai abbiamo deciso». Staranno tutte lontano da casa almeno due notti. Ma i genitori non sono preoccupati? «Un po' sì — dicono — ma ormai sono rassegnati. E poi chissà, forse anche loro in gioventù hanno fatto le stesse cose. Molte di noi poi, telefonano a casa con il cellulare tutti i giorni. Senza esagerare però, qui non ci sono prese elettriche e dobbiamo stare attente a non scaaricare la batteria».
Quando si dorme all'aperto è inevitabile pensare ai pericoli: «Ma abbiamo notato che polizia e carabinieri passano spesso durante la notte all'interno del Novi Sad — dice Eleonora — e finora non abbiamo mai avuto guai. Solo l'altra notte un barbone voleva a tutti i costi dormire insieme a noi. Abbiamo chiesto aiuto ai body guard che sono al seguito dell'organizzazione del concerto, lo hanno convinto ad andarsene».
Come spesso capita in questo tipo di concerti, i genitori accompagnano le figlie. E' il caso di Delphine, parigina di 17 anni, che è accompagnata dalla madre Chantal: «Veniamo da Monaco, dove abbiamo assistito a un altro concerto dei Tokio Hotel — dice la figlia — sono già qui per essere tra le prime a entrare e vedere lo show in prima fila». «Io sono venuta solo per sorvegliare mia figlia — dice la madre — I Tokio Hotel? A me piacciono gli Ac/Dc...».
di ROBERTO GRIMALDI