Carpi (Modena), 2 aprile 2017 - «Per noi la Sua visita è quella di un padre che si prende cura dei suoi figli». Così è iniziato il discorso che il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha rivolto a Papa Francesco (SPECIALE) dopo la Santa messa (FOTO) in piazza Martiri. «Santo Padre, la diocesi di Carpi dopo la visita, nel 2012, del Papa Benedetto XVI, con la Sua presenza vive un altro momento esaltante della sua storia. Tutti noi, allora, abbiamo una sola parola da dirle, una parola breve, ma che esprime Papa emerito i sentimenti del nostro cuore: Grazie! Grazie! Grazie! Lei si trova in una terra dove la popolazione si contraddistingue per la laboriosità, l’intraprendenza, l’accoglienza e la solidarietà. Queste virtù umane e sociali - che hanno le radici in secoli di fede cristiana vissuta in queste contrade - hanno permesso di sanare, in tempi relativamente brevi, molte delle dolorose ferite inferte al territorio dal terribile terremoto del 2012, tra le quali quelle che hanno sfregiato pesantemente la Chiesa cattedrale», ha detto il vescovo.

Cavina ha ricordato figure di questa terra come don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia, Mamma Nina, fondatrice della ‘Casa della Divina Provvidenza’, la maestra Albertina Violi in Zirondoli, e «in modo particolare il martire Odoardo Focherini, giusto fra le Nazioni». In particolare, ha aggiunto, «la figura del beato Focherini ci richiama ad una pagina oscura della storia di questo nostro lembo di Emilia che ha un nome: quello di Fossoli, sede di un campo di concentramento da cui migliaia di nostri fratelli - soprattutto ebrei - partirono per i lager nazisti senza farvi più ritorno». «La Sua presenza tra noi e la parola che ci ha rivolta rappresentano - scusi il paragone forse irriverente - un cardiotonico che noi vogliamo assumere, perché i nostri cuori possano tornare a prendere il largo con gioia e fiducia per testimoniare che Vita semper vincit-La vita sempre vince», ha concluso monsignor Cavina.

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