Carpi (Modena), 4 aprile 2017 - Sulle prime i parroci erano comprensibilmente un po’ intimiditi. Del resto, una conversazione a tu per tu con il Papa è un’esperienza che nella vita di un prete di provincia può capitare forse una volta nella vita. Ma con la sua semplicità, le sue battute, Papa Francesco ha messo subito a loro agio i sacerdoti della diocesi che domenica pomeriggio hanno partecipato all’incontro organizzato nella cappella del seminario, alle 15, prima della partenza del Pontefice per Mirandola.

Bergoglio ha rotto il ghiaccio con qualche commento simpatico sull’abbondanza di suore nella diocesi – ben otto congregazioni – sulla barba lunga dei frati francescani della parrocchia di San Martino Secchia e sulle preghiere dei preti, «è un lavoro dove non pagano gli straordinari» avrebbe detto scherzando. Poi la conversazione è diventata seria e ha toccato temi legati alla spiritualità, alla vita nella diocesi e al rapporto con i fedeli. Hanno preso la parola tre parroci e tre suore (di cui una benedettina), hanno espresso a Papa Francesco i loro dubbi e paure sul servizio che svolgono ogni giorno, e Lui ha risposto amorevolmente come un padre con i propri figli. Il rapporto con i giovani è stato uno dei temi ricorrenti.

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«Santo Padre, i giovani ci ricordano che noi siamo nati in un altro secolo e loro sono degli anni Duemila, molti di loro non vengono più a messa, non seguono le attività della parrocchia. Come possiamo fare?». Si è parlato anche di crisi delle vocazioni tra i giovani, nonostante nell’ultimo anno tre under 35 siano diventati preti della diocesi, don Emiddio Voli, 31 anni, don Enrico Caffari, 33 anni e don Mauro Pancera 34 anni. Papa Francesco ha ascoltato con pazienza le riflessioni e le domande e ha risposto in modo semplice e chiaro con una sola parola: esempio. «Voi dovete essere di esempio per i giovani», questa la sintesi del discorso del Pontefice. I parroci devono essere pastori per le loro pecore, devono rappresentare un esempio per i giovani che solo così troveranno risposte nella chiesa.

Uno dei parroci intervenuti ha fatto una domanda su Odoardo Focherini, già beatificato: il prete ha chiesto al Papa se è possibile canonizzare Focherini, che quindi diventerebbe santo. Il Pontefice ha spiegato i criteri e le condizioni necessarie per la canonizzazione, il parroco ha ricordato la storia di Focherini, che durante la Seconda Guerra mondiale riuscì a mettere in salvo cento ebrei scampati così allo sterminio nazista. Papa Francesco, concludendo, ha detto che la canonizzazione non si può escludere, lasciando quindi una porta aperta. Quasi al termine dell’incontro il Pontefice ha invitato le suore ad intervenire, mentre fino a quel momento le sorelle erano rimaste in silenzio. Anche loro hanno parlato della crisi della vocazioni, chiedendo come si possono aiutare le future suore a mantenere la loro vocazione. Francesco ha ribadito che dare l’esempio è la risposta.

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