Pesaro, 6 settembre 2007 - Un modenese a Pesaro, un modenese innamorato perso dell’Adriatico. Il rapporto di Pavarotti con «la sua Pesaro», nasce con questa attrazione forte per questa riviera e per alcuni dei personaggi che vi gravitano. E’ vero, il Pavarotti diventato star mondiale della lirica si tramuterà subito anche nell’uomo-istituzione per la città di Rossini: inaugurerà teatri (lo storico «Rossini», restaurato, nel 1980, poi il mastodontico Bpa Palas nel ’96), lo applaudiranno ai numerosi concerti del Rof, si confermerà testimonial acclamato di una città non sua, che gli consegnerà però nel 1985, con cerimonia ufficiale, le chiavi della città assieme al titolo di cittadino onorario... Ma il filo nascosto, lontano dalle mille vetrine, che imbastisce il lato vero della vita del Maestro, sfila proprio sul mare...
All'origine (siamo a fine anni Sessanta) c’è una foto, che lo ritrae sul litorale di Pesaro vicino ad un ombrellone della spiaggia di Ponente, quello dei bagni Derna, dal nome della bagnina, da lui soprannominata «la Dernona», la stessa che, sono sempre parole del Maestro, «se dovesse lasciare questo bagno, io non ci verrei più». E’ una foto di gruppo: lui, la moglie Adua, le due figlie. E’ già il sigillo, come scriveranno le cronache del tempo, del «patto di fedeltà» dell’ancora sconosciuto «giovanottone» con questo mare.
«Era per stare vicino a lei — racconta adesso Enrico, il figlio della Derna che da qualche anno non c’è più — che Pavarotti voleva prendere l’ombrellone diverse file lontano dal mare, ma vicino al capanno di mia madre. Durante una sua prima all’Arena di Verona la fece venire appositamente a prendere a Pesaro, e qui la riportò». Siamo arrivati intorno agli anni Settanta, quando ancora il Maestro forse è più noto in Germania e in America che in Italia. Gli anni della gloria assoluta stanno bussando...
Altra istantanea, 1995. E’ estate, siamo nel giardino della famosa villa Giulia, il suo «paradiso» ai piedi del colle San Bartolo, località Baia Flaminia. Per la cronaca la stessa villa (che l’8 agosto scorso il Maestro sarà costretto a lasciare, febbricitante, per non tornarvi più) meta per lungo tempo dei vip di tutto il mondo: ancora si ricordano, a Pesaro, l’arrivo con l’elicottero di Sting negli anni Novanta, poi Zucchero e tutti gli altri...). Pavarotti sta bevendo un aperitivo con un lucchese che come lui s’è fatto «adottare» da Pesaro: si chiama Guido Lucarelli, fa l’ematologo. Per la cronaca, i due si sono conosciuti poco tempo prima tramite il premio Nobel per la medicina americano, E. D. Thomas. E’ lo stesso Pavarotti che a un certo punto cercherà Lucarelli, affascinato da questo medico che salva i bambini dalla anemia mediterranea.
Alessandro Mazzanti
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