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EVASIONE / COINVOLTI IMPRENDITORI

Catervo Cangiotti e Guido Ugolini
coinvolti nell'inchiesta di San Marino

Ci sarebbero anche i due noti pesaresi nell'inchiesta sui presunti fondi neri che fanno capo alla banca di Forlì la cui sede principale è nella Repubblica di San Marino. La finanza ha perquisito uffici e abitazioni

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Asset banca Pesaro, 11 gennaio 2008 - Ci sono anche imprenditori pesaresi nell’inchiesta sui presunti fondi neri che fanno capo alla banca Asset di Forlì, la cui sede principale è nella Repubblica di S.Marino. La guardia di finanza ha perquisito ieri uffici e abitazioni di Catervo Cangiotti, di suo figlio Francesco oltre agli uffici e abitazioni dei coniugi Guido e Marina Ugolini.

 

Sono i quattro membri del consiglio d’amministrazione della Pica Fin, la finanziaria della Pica spa. Il coinvolgimento del cda della finanziaria del gruppo in questa vicenda di evasione fiscale ha sconcertato i diretti interessati. Al telefono, Catervo Cangiotti ha detto: ''Oggi c’è stato l’arrivo della Finanza che ha fatto il suo mestiere. Ma noi siamo allibiti per una serie di ragioni. Primo: non abbiamo mai portato soldi in nero alla Asset di Forlì. Siamo solo azionisti della banca.

 

Abbiamo comprato a debito 30mila euro di azioni. Secondo: siamo indagati come consiglio d’amministrazione ma in realtà i rapporti con la banca li abbiamo avuti solo personalmente io e Guido Ugolini. Terzo: il rapporto con questa banca è semplicemente quello di azionisti. Spero di avere l’occasione di spiegare questa realtà. Non c’entra nulla la Pica, non c’entra nulla la Pica Fin, ma c’è solo l’acquisto di azioni di una banca regolarmente autorizzata ad operare dalla Banca d’Italia. Ci hanno chiesto di comprare azioni di un istituto di credito che poteva crescere nel giro di qualche anno. Abbiamo fatto questo. Se è un reato, dovranno spiegarcelo''.

 

L’inchiesta della procura di Forlì (con 40 indagati) riguarda un sistema messo a punto dalla banca Asset per far evadere il fisco ai suoi clienti. L’imprenditore portava i soldi da nascondere al fisco, ottenendo in cambio mutui o fideiussioni cioè degli apparenti debiti che in realtà erano crediti perché erano gli stessi soldi portati poco prima.

 

Ma in questo modo venivano 'lavati' e rivestiti con gli abiti di un mutuo o di altre linee creditizie. Dalle parole di Catervo Cangiotti, esce invece una realtà diversa: ''Sfido gli inquirenti — dice — a trovare un mio conto corrente in quella banca, un mutuo o un credito. Non c’è nulla. Siamo solo debitori delle azioni comprate. Cioè dobbiamo dare dei soldi''. 

ro.da










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