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Pesaro

29 FEBBRAIO 2008

Così la città celebra il genio di Rossini

In occasione del compleanno del maestro pesarese, la città si prepara per i festeggiamenti. E sarà anche consegnata la cittadinanza onoraria a Bruno Cagli, direttore della Fondazione Rossini

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Rossini ritratto da Nadar Pesaro, 19 febbraio 2008 - Nel segno di Bruno Cagli. E’ il compleanno di Gioachino Rossini, che cade ogni anno bisestile (cioè ogni quattro), e di conseguenza bisogna celebrare il maestro che fu anche, come ha ricordato il presidente del Conservatorio Giorgio Girelli, "molto generoso con la sua città" finanziandovi il liceo musicale, che "doveva essere gratuito ed aperto anche agli stranieri".

 

Si coglie così l’occasione per infilare nel programma la cittadinanza onoraria a Bruno Cagli, per il suo lunghissimo e proficuo lavoro di studioso rossiniano nell’ambito della Fondazione, di cui è ancora direttore artistico. Rinviata invece ad agosto la medesima onoreficenza destinata al maestro Alberto Zedda, anch’essa pressoché scontata ma, al di là di un lapsus nel corso della presentazione ai cronisti del programma delle celebrazioni, rinviata per... incompatibilità di carattere tra gli studiosi.

 

In realtà la Fondazione Rossini nasce con un terzetto di studiosi con una esperienza ormai quarantennale, ma l’americano della storia, Philip Gossett, ha divorziato da qualche anno, tanto che il presidente della Fondazione Oriano Giovanelli dice, a parte, ai cronisti: "Non è nei nostri pensieri".

 

Insomma non tutto è oro ciò che riluce. Certo, l’occasione è importante soprattutto per la Fondazione, che deve rilanciarsi e illustrare le sua nuova politica culturale e di ricerca: "Abbiamo voluto che all’incontro del 29 febbraio (ore 11 auditorium di palazzo Montani Antaldi, ndr) fossero presenti alcune scolaresche — ha spiegato l’onorevole Giovanelli — per dare concretezza al nuovo lavoro della Fondazione. Un cambiamento che ha portato all’apertura della Biblioteca della Fondazione, con la digitalizzazione di tutti i documenti rossiniani. Al corso di filosofia musicale con 10 partecipanti che riproporremo anche nei prossimi anni. Alla pubblicazione del trentesimo titolo delle nostre edizioni critiche , quel 'Torvaldo e Dorliska' già proposto al Rof".

 

Nell’occasione saranno anche presentate altre due pubblicazioni della Fondazione: un volume iconografico dedicato a Alessandro Sanquirico (con la Fondazione Cini ed il Museo teatrale della Scala) ed un bollettino rossiniano dedicato al libretto de 'La donna del lago'.

 

Il programma per il compleanno di Rossini non poteva non prevedere un concerto. L’organizzazione è stata affidata al Conservatorio che "ha voluto impegnare i suoi ex-allievi che hanno raggiunto già posizioni di prestigio nel mondo musicale", sottolinea il direttore Marco Giannotti.

 

A dirigere l’orchestra sinfonica del Conservatorio, venerdì 29 febbraio all’Auditorium Pedrotti con ingresso libero, sarà Michele Mariotti, primo direttore del Comunale di Bologna. Sul palco gli ex-allievi Anna Malavasi (soprano), Mirco Palazzi (basso), Andrea Zonzini (clarinetto), Alberto Casadei (violoncello). Con loro una vera big della lirica come il mezzosoprano Daniela Barcellona, lanciata dal Rossini Opera Festival. Infine il primo marzo (ore 16.30 Sala della Repubblica del Teatro Rossini) spettacolo di burattini intitolato 'A Siviglia c’è un barbiere' messo in scena da 'La Bottega Fantastica'.

 

Alla presentazione con il sindaco Luca Ceriscioli, l’assessore provinciale Simonetta Romagna, il presidente della Fondazione Rossini Oriano Giovanelli, il presidente del Conservatorio Giorgio Girelli ed il direttore Marco Giannotti, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Gianfranco Sabbatini ed il direttore di Banca dell’Adriatico Roberto Troiani, il presidente di Ente Concerti Guidumberto Chiocci, ha partecipato anche il sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti, il quale aveva altri pensieri per la testa: "Eravamo riusciti a far presentare una proposta di legge — spiega — per ripristinare la cifra iniziale della legge speciale per Rossini. Il che vuol dire ritornare a 1,5 milioni di euro annuo. L’avevano firmata tutti i partiti, ma la legislatura è finita anticipatamente...".

 

In realtà a 216 dalla nascita forse sarebbe stato il caso di presentarsi con una proposta con qualche grado di innovazione per il futuro del patrimonio rossiniano. Hanno ancora un senso tre istituzioni diverse che operano nel nome di Rossini?

Luigi Luminati










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