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Pesaro

LA 'SECESSIONE'

Alta Valmarecchia in Romagna:
la giunta delle Marche dice 'no'

Parere negativo sul disegno di legge predisposto dal ministero degli Interni e dal ministro per gli Affari regionali sul distacco di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello. "Prioritario il mantenimento dell’attuale assetto territoriale, sociale e culturale”

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veduta di san leo Ancona, 25 febbraio 2008 - Le Marche vogliono tenersi l'Alta Valmarecchia. La giunta regionale stamani ha espresso parere negativo al disegno di legge predisposto dal ministero degli Interni e dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie locali sul distacco dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello dalle Marche e la loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna. Il provvedimento passa ora all'esame del consiglio regionale marchigiano. Le popolazioni locali, il 17 dicembre del 2006, con un referendum, si erano espresse a favore della 'secessione'.


Nella deliberazione proposta dall’esecutivo si sottolinea la particolare situazione dell’area dell’Alta Valmarecchia che, pur facendo riferimento istituzionale e amministrativo alla Regione Marche, gravita, per la sua specifica condizione geografica, sul contiguo territorio della Bassa Romagna. Tuttavia, invece di distacchi territoriali, la giunta ritiene più “opportuni, efficaci ed economici” interventi programmati e azioni concordate fra i vari enti locali della Valle del Marecchia e le Regioni interessate, per favorire l’aggregazione dei territori coinvolti. Con questo obiettivo, viene ricordato nel testo inviato in Consiglio regionale, il 1° marzo 2007 è stato sottoscritto uno specifico protocollo d’intesa tra i presidenti delle due Regioni (Marche ed Emilia Romagna) e delle due Province coinvolte (Pesaro e Urbino, Rimini).


Il territorio della Valmarecchia, si legge nel testo approvato oggi, insiste per i suoi rapporti economici, le infrastrutture viarie, la gestione dei bacini e della rete dei servizi sanitari e scolastici anche sulla Provincia di Rimini, ma i valori ambientali e culturali dell'Alta Valmarecchia rappresentano un ''bene condiviso'', che le due Regioni devono salvaguardare e valorizzare, visti i consistenti flussi turistici della Riviera adriatica.

 

L'aggregazione alla Regione Emilia Romagna dei sette Comuni si inserirebbe ''in un contesto nazionale particolarmente complesso, caratterizzato da numerose iniziative referendarie e legislative di passaggio di Comuni da una Regione all'altra e dalla predisposizione, da parte del Governo, di un disegno di legge costituzionale tendente a modificare l'art. 132 della Costituzione''.

 

''Va poi rilevato - prosegue la delibera - che la sentenza n. 334 del 2004 della Corte Costituzionale ha sottolineato il carattere ''meramente consultivo'' del referendum popolare del 17 dicembre 2006, con il quale i cittadini si sono espressi a favore del distacco, rimandando alla discrezionalità dei consigli delle Regioni interessate il compito di contemperare il diritto di autodeterminazione del singolo Comune con la tutela della volontà della collettività regionale''.

 

''Se la richiesta di distacco fosse accolta - conclude la giunta marchigiana - seguirebbero verosimilmente numerose altre analoghe richieste''. Per questo è meglio ''privilegiare l'esigenza primaria di mantenimento dell'attuale assetto territoriale, sociale e culturale e l'immagine unitaria della regione, della quale i Comuni interessati rappresentano una parte estremamente significativa''.










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