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Pesaro

IL RICORDO

In mille per Riccardo, Paolo,
Filippo ed Elisa: "Siamo con voi"

Una messa al Liceo scientifico e una al 'Bramante' per non dimenticare i quattro ragazzi morti un anno fa in un tragico incidente stradale. Erano presenti anche i genitori delle vittime e il sindaco. E i compagni di scuola hanno un pensiero comune: "Da quel giorno la nostra vita è cambiata"

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messa in ricordo Pesaro, 26 febbraio 2008 - Lacrime. Fazzoletti in mano. Un profondo e rispettoso silenzio. E’ trascorso un anno da quella tragica notte, che ha spezzato le vite di quattro giovani ragazzi, ma i segni del dolore sono gli stessi di allora in chi li ha conosciuti.

 

Nei genitori, docenti e compagni di classe che ieri mattina si sono incontrati nelle palestre del liceo scientifico 'Marconi' e del 'Bramante' per ricordarli con una doppia celebrazione religiosa. Due messe alla memoria di Paolo Sorcinelli, Elisa Siliquini, Riccardo Procaccioli e Filippo Melucci. Quattro compagni di vita, quattro amici, che continuano a vivere.

 

Nella memoria e nel cuore. Al 'Marconi' circa mille studenti hanno assistito alla funzione eucaristica celebrata dall’Arcivescovo Piero Coccia. Non solo studenti del liceo scientifico, ma anche la classe dell’istituto 'Genga' frequentata da Paolo Sorcinelli e una delegazione del 'Bramante' in ricordo di Riccardo Procaccioli.

 

Accanto a loro le mamme dei ragazzi, alcuni parenti e amici, il sindaco Luca Ceriscioli e gli assessori Riccardo Pascucci e Maria Pia Gennari. Al Marconi aveva studiato Filippo Melucci, il più grande dei ragazzi scomparsi la notte del 25 febbraio di un anno fa.

 

Sempre allo scientifico studiava Elisa Siliquini. Frequentava la quarta. I suoi compagni di classe sono seduti vicini, alla destra dell’altare. Sono loro che hanno voluto e organizzato questo evento. Sono loro che hanno chiamato autorità religiose e politiche. Sono loro che hanno contattato parenti e amici dei ragazzi per coinvolgerli nelle celebrazioni.

 

Sono loro che si sono alternati al microfono con l’Arcivescovo per esprimere pensieri e leggere, al termine della funzione, una commovente lettera, nella quale spiegano il perché dell’iniziativa. "Abbiamo chiesto di poteer ricordare Elisa — è scritto nella lettera —, non vogliamo archiviarla. La nostra vita è cambiata da quel giorno: non sprechiamo più tempo e le nostre scelte sono per il futuro".

 

Commovente anche l’omelia dell’Arcivescovo, che più volte pronuncia il nome dei quattro giovani. "E’ una memoria vivente — esordisce Don Coccia —. Celebriamo la memoria di quattro amici, Paolo, Elisa, Riccardo e Filippo, insieme a voi che in questi locali avete vissuto con loro un tratto di vita, avete comunicato e condiviso esperienze. Quello che stiamo facendo questa mattina è un’esperienza che ci coinvolge e ci entra nel cuore, un incontro reale con il volto e con il cuore di questi quattro amici".

 

Al 'Bramante' accanto all’altare gli studenti hanno posto una gigantografia di Riccardo 'Fashion' Procaccioli, "per poter vedere ancora una volta i suoi occhi splendenti". Ogni fase della celebrazione religiosa è stata accuratamente decisa dai compagni di classe di Riccardo insieme a don Michele Rossini, che l’ha celebrata.

 

Una settimana di lavoro all’insegna del ricordo, perché ieri mattina tutti i partecipanti potessero percepire quanto il loro affetto per l’amico 'Fashion' sia più che mai vivo. L’omelia di don Michele si è concentrata sul significato della luce che illumina la vita e del sale che le dà sapore. Un messaggio di speranza e di incitamento a trarre dal dolore la forza per fare qualcosa di buono per sé e per gli altri.

 

"Riccardo, Filippo, Elisa e Paolo sono qui insieme a noi — dice don Michele —. Sono loro a chiederci di essere luce e sale, di allontanare le ombre nel mondo". A fine omelia, alcuni studenti portano accanto alla fotografia dell’amico un girasole, fiore preferito da Riccardo, e la sciarpa dell’Ascoli, sua squadra del cuore, essendo lui originario di quella città. Donano anche il sale e la Bibbia, in riferimento all’omelia.

 

I genitori di Riccardo assistono con le lacrime agli occhi. Non sono soli. Non sono i soli a tenere vivo il ricordo del figlio. Più volte i ragazzi glielo ricordano durante la lettura delle intenzioni. "Preghiamo per i genitori di Riccardo perché il Signore li sostenga", recita una di esse. E lo ribadiscono nella lettera letta a fine messa, con la quale salutano il loro amico, "il cui ricordo resterà indelebile dentro di noi". La stretta di mano del sindaco a tutti i genitori in entrambe le funzioni è il segno della vicinanza di tutta la cittadinanza.

Patrizia Bartolucci










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