Pesaro, 27 febbraio 2008 - Quattro persone, accento meridionale, fanno irruzione nella filiale dell’Unicredit di viale Marconi, zona mare, alle 14 e 50 di ieri, ne escono, con circa 60 mila euro, alle 16 e 20.
Per tutto questa lunghissima ora e mezzo, senza armi, solo con l’autorità della voce e con frasi tipo "Se state tranquilli non succede nulla", tengono sequestrati, dopo averli legati con corde e nastri isolanti, nei locali posteriori della piccola filiale, la direttrice e due impiegati.
Sequestrati, anche se in questo caso non risulta siano stati legati, anche due clienti, di cui una mamma dell’Est Europa di 33 anni che a rapina in corso alle 15 e 30 entra nella filiale, ovviamente ignara di tutto — e un uomo di circa 50 anni Pesaro. I banditi, disarmati, si fanno consegnare subito il contante dalle cassette degli impiegati, ma non gli basta.
Il lungo sequestro di clienti e impiegati è dovuto a un semplice fatto: che la banca, come tantissime altre filiali e uffici postali, è dotata di un dispositivo di apertura a tempo della cassaforte. Per questo i banditi non si scoraggiano: attendono finchè la cassaforte non si apre. Poi fanno il pieno e scappano. Finito? No. Per 'ricordo', si fanno consegnare anche la video-cassetta che ha registrati le loro facce.
"Due banditi — racconta la mamma 33enne — ci tenevano fermi, un altro andava in su e in giù, in attesa che si aprisse la cassaforte. ‘'State tranquilli, andrà tutto bene'’, dicevano. Per fortuna non è entrato nessun altro in banca, altrimenti non so cosa sarebbe successo. Avevano un accento meridionale. Ci facevano stare tutti in piedi, ma a un certo punto io stavo svenendo, quindi mi hanno permesso di sedere. Io pensavo solo a rivedere le mie due figlie a casa. Ero entrata solo per portare dei documenti, poi ho visto...".
In base alle altre testimonianze raccolte dai carabinieri di Pesaro, che stanno svolgendo le indagini, si trattava di due persone basse, uno più alto (sul quarto non ci sono segnalazioni): avevano, oltre a sciarpe e cappello, le maglie tirate in su fino a sopra il naso, erano vestiti con jeans e giubbotti.
La filiale è dotata di due telecamere, una che riprende l’ingresso principale, l’altra, anche se coperta da un tenda, che inquadra il bancomat: tutto inutile, vista la mossa dei banditi di portar via la cassetta. Il modus operandi è quello tipico dei cosidetti 'trasfertisti': gente che viene per un colpo poi torna al Sud.
Stavolta però i banditi, che pure non hanno procurato violenza a nessuno, a parte lo shock — qualcuno si è messo a piangere — hanno fatto un salto di 'qualità': tenendo sequestrate 5 persone per un’ora e mezzo, neutralizzando la cassetta. Portando via un bottino consistente, se paragonato alle cifre di altre rapine. Professionisti, in una parola.
ale. maz.
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