Pesaro, 26 marzo 2008 - Un programma di rarissima esecuzione quello che il pubblico della 48° Stagione concertistica di Pesaro a cura dell’Ente concerti, potrà ascoltare venerdì 28 marzo al teatro Rossini, grazie a una produzione tutta marchigiana.
Se non proprio frequente è l’esecuzione del Concerto n.1 di Liszt, ancora più rara ed eccezionale specie in Italia è l’esecuzione di musiche composte da Sophie Menter, non comunemente inserita nel repertorio concertistico principale e il cui materiale è difficilmente reperibile. Per aggiungere eccezionalità alla serata, il programma è "pensato in modo tematico e rivolto all’esplorazione delle influenza dell’est sulla musica classica dei grandi autori, all’influenza della musica folklorica, quella popolare ungherese e spesso tzigana che diventa pagina da concerto colto" spiega il direttore artistico della Stagione Federico Mondelci.
Per questo, a Liszt e Menter si aggiunge il grande Brahms delle Danze ungheresi in una combinazione particolare e godibile di musiche, interessanti anche da punto di vista compositivo. La produzione di questo prezioso evento, nonché coraggioso nell’uscire dal repertorio principale e noto che di solito caratterizza una Stagione classica, è tutta marchigiana.
Sul palco del teatro Rossini ci sono infatti l’Orchestra sinfonica Rossini diretta dallo stesso Maestro Mondelci e affiancata dall’eccellente solista al pianoforte Lorenzo Di Bella. Tutti professionisti attivi o formatisi nelle Marche, con un bagaglio di esperienze e una fama internazionale. Il programma della serata sarà aperto dalle Danze ungheresi (trascrizione per orchestra) n.12 in re minore e n.13 in re maggiore di Brahms e chiuso dalle Danze ungheresi n.14 in re minore, n.15 in si maggiore e n.16 in fa minore.
Nella cornice brahmsiana, sarà proposto il Concerto n.1 in mi bemolle maggiore S 124 per pianoforte e orchestra di Liszt e il Concerto all’ungherese per pianoforte e orchestra di Menter. Interessante la scelta rivolta a Sophie Menter. Pianista di fama, grande virtuosa dell’epoca, fondatrice del Conservatorio di Stuttgart, pupilla di Liszt di cui portò in trionfo il Concerto n.1 (1855), la musicista tedesca fu anche compositrice di partiture per pianoforte tra cui appunto il Concerto all’ungherese per pianoforte e orchestra eseguita nell’orchestrazione di Ciajkovskij.
Si rifanno al carattere tzigano nomade anche tutte le composizioni 'ungheresi' di Liszt, pagine nelle quali la ricerca dell’imitazione degli strumenti caratteristici gli consentì di allargare a dismisura le possibilità del pianoforte per scoprirne sonorità sconosciute da utilizzare poi anche nei brani più ‘colti’ (come il Concerto che sarà proposto a Pesaro). Recupera invece le vere musiche tzigane Brahms, adattandole al pianoforte in pagine brevi e semplici nella struttura formale ma ricchissime in tutti i diversi parametri musicali.
Si tratta di un'abilissima elaborazione di materiali originali che ricreano la libertà, la vitalità e la fantasia tzigana, senza folklore di maniera o pretese etnomusicologiche. Eccellente la compagine ospite di questo appuntamento. Artisti patrimonio marchigiano a partire dall’Orchestra Sinfonica Rossini, nata nel 2001 e diventata autonoma nel 2004, che raccoglie i migliori professionisti del territorio (la selezione è stata coordinata dal Maestro Zedda).
Info biglietteria del Teatro Rossini 0721.387621, Ente Concerti 0721.32482 - www.enteconcerti.it
Quinto appuntamento della rassegna 'Verso sera in musica', giovedì 27 marzo al teatro Rossini, che invita sul palco uno dei musicisti italiani che più si stanno interessando alla musica contemporanea. Tra le esecuzioni: Cage, Stockhausen, Scodanibbio