Sabato scorso ha aperto i battenti la fiera dell'alta moda dove si vendono capi d'abbigliamento firmati a prezzi molto vantaggiosi. Ma subito è esplosa la protesta di Confcommercio: "E' un attentato ai negozi pesaresi"
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Pesaro, 1 aprile 2008 - "E’ un attentato al commercio pesarese — tuona Amerigo Varotti, direttore provinciale di Confcommercio — faremo di tutto per chiudere subito questa fiera, che sta portando via soldi ai negozianti della città''.
La Confcommercio è schierata contro la decisione di Giancarlo Zuccarini, segretario di Confesercenti e presidente dell’Ente Fiera, di autorizzare la vendita all’ingrosso di capi d’abbigliamento, organizzata dalla società di Rocca San Giovanni (Chieti) «Vanité» e aperta da sabato scorso fino a domenica 6 aprile (orario 9.30-13 e 15-20).
''Abbiamo saputo dell’iniziativa a Campanara solo venerdì pomeriggio — spiega Varotti — e ci siamo mossi subito per evitare che aprisse. In questi giorni ci siamo divertiti a leggere i rimpalli di colpe tra l’assessore Luca Pieri e Zuccarini: la verità è che il Comune d’accordo con la Fiera ha fatto sapere all’ultimo momento di questa iniziativa, per evitare polemiche''.
I conti dunque non tornano: ''Pieri ha detto che i titolari di partita Iva avevano ricevuto la comunicazione con largo anticipo — incalza Roberto Ragaglia di ‘Linea uomo’ — ma né io né i colleghi della Confcommercio sapevamo nulla». «C’è chi ha detto che abbiamo sfruttato questa vicenda per farci pubblicità — interviene Varotti — ma ognuno di noi avrebbe preferito passare il week-end a spasso''.
Proprio la decisione (presa dai vertici Confcommercio) di uscire sui giornali con interventi di protesta, ha suscitato l’indignazione di molti commercianti, tra cui Huber Tamburini: ''Capisco che le associazioni di categoria vogliano mostrarsi tempestive quando si verificano fatti del genere — ha detto Tamburini —, ma andava usata più oculatezza. Sabato mattina non ho battuto uno scontrino perché la gente ha saputo dai giornali di questa fiera. La soluzione migliore era aspettare lunedì mattina e poi cominciare la campagna contro Zuccarini e soci. Così sabato mattina avremmo avuto più clienti''.
Patrizia Caimi del settore moda della Confcommercio vuole far chiudere questa fiera nel giro di 24 ore: ''Altrimenti contatteremo i negozianti di Pesaro e organizzeremo una duplice manifestazione, in piazza del Popolo e davanti a Campanara. La nostra è sempre stata una categoria invisibile, invece dobbiamo cominciare ad imitare gli altri lavoratori, che scendendo in piazza riescono ad ottenere qualcosa''.
Non tutti sono d’accordo con l’iniziativa della Caimi: Ragaglia e Tamburini ritengono che ormai non ci sia nulla da fare: ''Il Comune non può ritirare un’autorizzazione concessa regolarmente — spiega Tamburini — perché altrimenti i titolari di Vanité ricorrerebbero al Tar, che darebbe loro ragione''.
La decisione di Varotti è drastica: ''Chiediamo che la Camera di Commercio revochi l’incarico a Zuccarini, perché ha dimostrato di non saper gestire al meglio l’Ente Fiera. L’ultima sua proposta, prima di ‘Vanité’, era il Capodanno a Campanara, sottraendo lavoro a ristoratori e albergatori''.
Anche Davide Ippaso, segretario di Confcommercio, non va per il sottile: ''E’ assurdo che questa decisione sia stata presa da un dirigente di Confesercenti: Zuccarini deve decidere da che parte stare, perché non sta facendo né il presidente della Fiera né il suo lavoro nell’associazione di categoria. Oggi vedremo come il Comune si muove, se procede alle multe o no: poi decideremo cosa fare''.
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