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CONTRO L'AUMENTO DEI PREZZI

I cittadini: "Meglio andare al mercato,
la bancarella ammazza il carovita"

L'inflazione non frena: casa, trasporti e generi alimentari uccidono il bilancio delle famiglie. Molti pesaresi si difendono frequentando il mercato. "Così si riesce a risparmiare. Meglio non abituare i bambini ai vestiti firmati"
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mercato di pesaro Pesaro, 2 aprile 2008 - Tutti al mercato, perché conviene. E’ il parere diffuso tra la stragrande maggioranza dei pesaresi (soprattutto donne), che tutti i martedì e il primo giovedì del mese affollano le bancarelle di piazzale Carducci e vie limitrofe.

 

''Sono circa tre anni che ho abbandonato l’abitudine di comprare il vestiario nei negozi del centro — dice Roberta, madre di famiglia — adesso faccio acquisti solo al mercato. Del resto, la qualità è la stessa, basta saper cercare bene tra le bancarelle''.

 

Quanto si risparmia? ''Almeno il 30%, ma cercando si trovano anche magliette a cinque euro, che nei negozi costano molto di più''. C’è chi il martedì mattina fa veri e propri affari: ''Lavoravo nel settore calzaturiero — racconta Franco Nataloni di San Costanzo — quindi mi intendo di scarpe. Ho appena acquistato a 20 euro un paio di calzature che ne valgono almeno 100. E la qualità è la stessa''.

 

''Con le scarpe si fanno più affari rispetto all’abbigliamento — interviene la moglie di Nataloni, Donatella Pasquini, abituale frequentatrice dei mercati di Fano e Pesaro — se si guarda la qualità, senza fossilizzarsi sulla firma, si portano a casa ottime cose''. Dunque nei negozi non ci va più? ''No, perché la merce costa almeno il 50% di più'', conclude la Pasquini.

 

"Mia figlia si arrabbia se non compro i vestiti per i nipotini al mercato — dice Alfonsina Tomasucci, ex consigliere comunale a Pesaro —. Non vuole che io vada nei negozi, perché le taglie cambiano nel giro di pochi mesi, e quindi non conviene. E poi c’è un discorso educativo:è meglio non abituare i bambini a vestire firmati".

 

Samantha Saudelli, 22 anni, si sente più a suo agio tra le bancarelle che nei negozi: "Preferisco il mercato, innanzitutto perché si risparmia, poi perché si può scegliere con maggiore libertà e tranquillità. Quando si entra in un negozio ci si sente quasi obbligati a comprare qualcosa, qui invece si può girare, anche se qualche venditore si dimostra un po’ insistente".

 

Al mercato si incontra gente di tutti ceti sociali: "L’appuntamento del martedì mattina è sempre stato una tradizione a Pesaro, anche per il ceto medio, che alterna gli acquisti nei negozi agli affari al mercato". "Approfitto delle bancarelle dove vendono tutto ad un euro, per fare la scorta di utensili per la cucina — dice Isabella, anche lei madre di famiglia —. Sono d’accordo nel preferire il mercato ai negozi per quanto riguarda il vestiario dei bambini. Nel mio caso vado nei negozi soprattutto d’inverno, quando devo acquistare abiti di un certo livello, mentre per i vestiti di tutti i giorni approfitto soprattutto del mercato del primo giovedì del mese, perché ci sono venditori diversi, che propongono capi in stock con prezzi ribassati''.

 

Di gente se ne incontra davvero tanta, e molti sono stranieri: donne nordafricane e dei paesi dell’Est europeo, in cerca di vestiti a poco prezzo, il più possibile simili alle mode dei loro paesi.

Pierpaolo Bellucci










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