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Il coach: "Rispettiamo il piano gara"

In vista della gara di Teramo Sacripanti chiede lucidità e regole: "La chiave è il ritmo, occhio alle palle perse"
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Pino Sacripanti, allenatore Scavolini Spar Pesaro Pesaro, 4 aprile 2008 - Preparare una partita decisiva che si gioca di sabato cominciando il mercoledì non è il massimo della vita per un allenatore, specie se è un perfezionista come Sacripanti. Non lo dice, Pino, ma si vede lontano un miglio che gli fumano per il ritorno ritardato di Clark e Slay dagli Stati Uniti e per l’ennesimo guaio fisico in cui è incappato Myers.

 

Dovrà rispolverare un Brokenborough d’annata per stare al passo degli esterni muscolari di Teramo, oppure inventarsi un Hicks in posizione di guardia e contare magari su un Fultz più brillante che possa pure affiancare Clark.

 

Insomma, tutte le soluzioni possibili per sostituire Myers, sempre meno certo di essere in campo domani sera: ''Troveremo una squadra carica dalla vittoria esterna di Udine che gli ha dato qualcosa in più della tranquillità in chiave salvezza, le ha dato una chance di playoff: se ci battono, rientrano in corsa anche loro. E’ un’occasione enorme per la Siviglia. Per questo dico che dobbiamo stare molto attenti e cercare di capire come si gioca su certi campi e in certe situazioni — puntualizza — restando fedeli al piano partita, usando tutta la lucidità possibile''.

 

Sembra, stando a queste parole, che ultimamente la squadra sia andata un po’ troppo fuori dagli schemi: «Non voglio dire che i giocatori non ascoltano, dico che bisogna stare attenti a interpretare il canovaccio a seconda di dove ci si trova. Non è uguale giocare in casa o giocare a Siena, non è la stessa cosa affrontare Varese o affrontare Teramo. La chiave della gara sarà il ritmo: voglio che gestiamo meglio i palloni per non farli correre, limitando le palle perse e i rimbalzi offensivi''.

 

Insomma, gli ordini sono chiari: controllare il ritmo, non andare sopra le righe. Anche perché gli abruzzesi non sono più quelli visti all’AdriaticArena, tutti appesi alle invenzioni - ma anche all’egoismo - di Tucker, emigrato in Russia.

 

In cambio della sua partenza (ben ripagata dai russi), la società si è regalata due acquisti: Green e Adams, guardia e ala piccola americane, bilanciando meglio gli equilibri di squadra: ''Con questi arrivi, hanno spostato Powell in ala forte ricavandone un grande vantaggio. In quel ruolo lì sta facendo sfracelli - commenta Sacripanti —, portandosi i n.4 fuori dall’area e poi infilandoli. A rimetterci è stato Tskitishvili, che a Udine è andato in tribuna e penso che, visti i risultati, ripeteranno la formula. Hanno aumentato la fisicità del gruppo, gli esterni hanno grande irruenza e sono ispirati dal talento di Poeta in regia''.

 

Una descrizione che solleva qualche timore, ma il coach della Scavo-Spar è fatto così: presenta sempre gli avversari come irresistibili per cercare di avere la massima concentrazione da una truppa che troppo spesso, magari inconsciamente, valuta l’importanza dell’avversario per dare il 100%: ''Invece ci vorrà rispetto per questa squadra che dopo i cambiamenti operati difende anche molto meglio e può contare su pubblico molto caldo in un impianto piccolo, cosa da non sottovalutare quando si va fuori, perché le condizioni ambientali possono risultare decisive per mantenere la lucidità durante la gara''.

 

Sarebbe auspicabile avere di nuovo una Vuelle arrembante dopo due partite non certo convincenti. Le motivazioni non dovrebbero essere in discussione: ci sono in ballo i playoff e l’eventuale ritorno in una coppa europea. Dunque anche una fetta di futuro, perché i programmi si stilano in base a questi particolari e poi si cercano le risorse economiche adeguate. Chissà se i giocatori se ne rendono conto fino in fondo.

Elisabetta Ferri

 

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