Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
IL DIBATTITO

Sul caso Fiere interviene Ugolini:
"Occorre maggiore professionalità"
I vertici Confesercenti contrattaccano

Il presidente di Confindustria e il mobiliere Pagliano parlano del caso Fiere. "Si è creato un effetto ridondanza che non consente più di capire le reali necessità, potenzialità o limiti in cui sviluppare il nostro quartiere fieristico''

Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Il presidente di Confindustria Andrea Ugolini Pesaro, 9 aprile 2008 - Il presidente di Confindustria Andrea Ugolini legge il giornale e commenta: ''Per chi suona Campanara? Mi sembra che nessuno sia riuscito ancora a capirlo. Troppi rintocchi creano un effetto ridondanza che non consente più di capire quali possano essere le reali necessità, potenzialità o limiti in cui sviluppare il nostro quartiere fieristico''.

 

Accanto a lui il presidente dei mobilieri, Claudio Pagliano. ''Per carità — continua Ugolini — tutte le idee avanzate possono essere valide e tutte potrebbero funzionare. Ma il problema non è questo. Io credo che la prima cosa che occorre fare sia una sola: chiamare degli specialisti e sottoporre la situazione del nostro quartiere fieristico per capire quale tipo di futuro può avere anche alla luce di quello che può offrire il nostro tessuto industriale. Sulla scorta delle risposte poi ci si muoverà di conseguenza. Andare avanti così non è più possibile, così come non è più possibile pensare che i problemi di bilancio possano essere risolti facendo Samp''.

 

''I tempi sono cambiati, le pacche sulle spalle e le mangiate di pesce non funzionano: anche nel settore dei commercianti e dei rappresentanti c’è stato un ricambio generazionale. Noi industriali lo stiamo constatando tutti i giorni: lo percepisce Pagliano all’interno della sua azienda, così come lo vediamo noi alla Pica. Sistemi e modi di fare che avevano attrattiva fino a qualche anno fa, ora non più. E non è che le nostre aziende non si muovono, ma fanno selezione. Sono sessanta i mobilieri che parteciperanno al salone di Milano e i costi sono notevoli. Noi per esempio, come Pica, abbiamo mollato Bari per andare a Dubai''.

 

"Ho notato una cosa nel corso di questi ultimi anni — dice Claudio Pagliano —: prima arrivavano telefonate di sollecito dai piccoli e medi produttori per spingere i grandi a partecipare al Samp. Ora non squilla più un telefono. La svolta è arrivata con il Salone di Milano e noi non ce ne siamo accorti: ha chiuso praticamente la fiera di Monaco, Padova e Verona hanno provato a rimettere in piedi delle manifestazioni e hanno chiuso benché abbiano alle spalle importanti distretti industriali''.

 

''Noi abbiamo cercato di tirare avanti perché da parte di tutti i mobilieri c’è una forma di gratitudine nei confronti di questa manifestazione. Ma nel 2005 nonostante lo sforzo di tutte le associazioni alla fine abbiamo dovuto regalare il 10% degli spazi per cercare di coprire l’area espositiva. Nel 2007 si è praticamente arrivati alla fine, quando Scavolini si è ritrovato da solo. Hanno dovuto mettere del compensato nel salone principale altrimenti si sarebbero viste, dietro, le auto dei dipendenti parcheggiate. Si è toccato il fondo e giustamente Scavolini, a questo punto, non nel vuole più sapere''.

 

''Cosa fare? Sicuramente occorre managerialità per mandare avanti Campanara: facciamo questo e facciamo quello, dicono tutti. Ma c’è un progetto? Questo è la domanda da porsi. E non è nemmeno possibile pensare di creare un altro Comitato come si faceva una volta, perché alla fine l’unico apporto che arriva è quello legato alla buona volontà e al buon senso. Tutte cose che non bastano perchè non è il nostro il mestiere mandare avanti fiere. La soluzione di una fiera per i russi? Anch’io sono molto scettico: tante aziende partecipano a due manifestazioni a Mosca e a Milano arrivano tantissimi operatori russi. Che senso ha?''

 

Buttare via tutto? Come proseguire? A questi interrogativi risponde Andrea Ugolini. ''Io credo che per una questione di marketing territoriale anche Campanara va salvata. Così come non si può buttare via la pallacanestro o il Rof. Credo che uno sforzo in questo senso debba essere fatto. Ma è altresì vero però occorre smetterla con il dilettantismo ed agire con professionalità. Vediamo quali sono le potenzialità di questo quartiere fierisico e poi agiamo di conseguenza. E poi occorre battersi per il polo unico regionale, con Pesaro Fiere centrale all’interno di questo progetto''.

m.g.

 

LA FOTO DEL GIORNO

Torneo di lettura

"Leggere è giocare"
Sfida all'ultimo libro

Circa 700 studenti di scuole elementari e medie del Montefeltro hanno partecipato alla 5° edizione del torneo di lettura organizzato dal Comune di Carpegna. Ai vincitori il premio di 300 euro

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli