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SCAVOLINI SPAR

Scavo, adesso difendi il settimo posto

Con Biella e Cantù ko bisogna sfruttare il doppio turno casalingo: mercoledì c'è Rieti
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slay Pesaro, 14 aprile 2008 - E adesso questo settimo posto va difeso con le unghie e coi denti. Vero è che sarebbe meglio contare solo sulle proprie forze, ma la domenica ha regalato a Pesaro due risultati favorevoli: gli stop di Biella e Cantù, rimaste a quota 30, mentre la Scavolini Spar è salita a 32. In una posizione che permetterebbe non solo di accedere ai playoff, ma anche di evitare la Montepaschi, ormai matematicamente prima da settimane.

 

Al 2° posto al momento c’è Roma, ma solo per differenza canestri con Avellino: sono queste, presumibilmente, le due formazioni che si batteranno per il posto di damigella, visto che la Premiata è rimasta più indietro e mancano appena tre partite alla fine. Dopo essere tornata a mani vuote dalla doppia trasferta Siena-Teramo, adesso è il momento per la Vuelle di far fruttare il doppio turno casalingo: mercoledì sera (ore 21) arriva Rieti, che ieri ha perso in casa con Avellino dando un calcio alle residue speranze-playoff.

 

Per tornare in corsa dovrebbe venire a fare il colpaccio all’AdriaticArena ma Pesaro, in questo senso, ha già dato: il 22 aprile di un anno fa Rieti ha festeggiato proprio sul parquet dell’astronave la promozione in serie A. Ancora uno sguardo indietro, alla selvaggia cavalcata con Capo d’Orlando, con ritmi talmente vertiginosi da far girare la testa.

 

La vocazione a cercare lo spettacolo dei 'mori' di Sacripanti andrebbe un tantino ridimensionata in partite come queste, che valgono lacrime e sangue: quando a una manciata di secondi dall’intervallo abbiamo visto Clark buttare via due punti sicuri tirando la palla contro il tabellone in attesa del rimorchio di Pasco, che poi non è arrivato, anzi è arrivato il contropiede avversario, abbiamo pensato alle coronarie di Pino Sacripanti.

 

Che infatti in sala stampa, alla domanda se non sarebbe meglio in questi casi badare al sodo ha replicato sconsolato: ''Vi devo anche rispondere...?''. Il gm Montini commenterebbe che da queste parti non si è mai contenti: quando la squadra gioca male si brontola e quando cerca di divertire si brontola lo stesso. La sostanza, però, è un’altra: non è detta che per tutti il piacere del basket equivalga a un’alley-hoop o ad un passaggio dietro la schiena.

 

A volte anche un’azione ben costruita alla ricerca dell’uomo libero, un contropiede ben condotto, un assist improvviso al momento giusto, sanno strappare gli applausi. Clark e soci, così sensibili al rumore che arriva dagli spalti, dovrebbero imparare a capire la differenza fra partite in cui certe azioni si possono cercare o dove è meglio evitare.

 

Specie quando la gara non è ancora chiusa e si rischia di urtare l’orgoglio altrui. Perchè l’altra sera Pozzecco e alcuni dei suoi compagni non ne voleva sapere di mollare prima del tempo. E si è rischiato il patatrac dopo aver dominato.

 

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