Pesaro, 16 aprile 2008 - "Siamo usciti dalle catacombe e adesso anche questa provincia è un po’ più padana, un po’ più nord''. Dante Roscini, segretario comunale della Lega Nord si gode la vittoria. Un parlamentare marchigiano in verde non lo speravano nemmeno loro, poi Luca Paolini, avvocato fanese, viene eletto addirittura due volte alla Camera: in Toscana, dov’è commissario per conto di Umberto Bossi, e nelle Marche, dove nel collegio unico nazionale e con il resto di 21.566 voti (pari al 2,2% dei voti) è scattato un seggio.
''Per noi avere un parlamentare — dice ancora Roscini — è un risultato straordinario''. Ma i vertici locali della Lega Nord ora accarezzano un sogno: ''Paolini opterà per la Toscana, così nelle Marche subentrerà l’avvocato Matteo Brigandi. Se quest’ultimo dovesse diventare sottosegretario — butta là Roscini — entrerebbe il nostro segretario provinciale Roberto Zaffini''.
Forse si tratta solo di una speranza, ma i messaggi verso il nord sono stati spediti. D’altra parte dopo aver ottenuto il record del sindaco leghista eletto più a sud, con Cancellieri a Fermignano, i leghisti locali sono riusciti anche nell’impresa di ottenere il parlamentare più sudista tra i 'padani'.
Un risultato che va al di là di qualsiasi previsione e ha alla base molteplici componenti: oltre al traino nazionale, che accumuna la provincia di Pesaro all’Emilia-Romagna, ci sono anche dati locali: la secessione della Valmarecchia e Valconca e la debolezza della lista del Pdl nella provincia di Pesaro e Urbino. Tutto ciò va inserito in una 'questione settentrionale' che pare oramai evidente agli osservatori meno superficiali delle dinamiche sociali, politiche ed elettorali: 9 comuni dell’alto Pesarese hanno già votato per la secessione dalle Marche, in altri 2 il quorum è mancato per pochi voti, il successo elettorale della Lega Nord è impressionante in Valmarecchia, Valconca ma, soprattutto, nel Montefeltro.
In questi territori, contemporaneamente, il Pd non solo non avanza, anzi, perde consensi. E anche il drenaggio dei voti secessionisti fatto con la candidatura di Gianfranco Borghesi nell’Idv non basta. Insomma il segnale d’allarme è ormai innescato del tutto: c’è un pezzo della Provincia di Pesaro che è sempre più lontano dalle Marche. C’è una 'questione settentrionale' che il presidente Gian Mario Spacca sarà costretto ad affrontare.
Nel frattempo il Popolo delle Libertà prepara la festa per la vittoria di Silvio Berlusconi. Oggi pomeriggio dalle 18 musica e porchetta in piazzale Collenuccio, davanti alla sede di Forza Italia. Mentre Alessandro Bettini, candidato al Senato del Pdl, dopo aver ricordato di ''aver percorso tremila chilometri in camper nella provincia di Pesaro'' ringrazia ''tutti gli elettori per il sostegno dato'' e per ''la spinta alla vittoria di Berlusconi''. Esultante anche il comunicato di Roberto Giannotti che annuncia la festa: ''Nella Provincia e nella città di Pesaro Pdl e Lega hanno fatto registrare un aumento consistente di voti''.
In gran parte a favore dei leghisti. I quali si preparano al futuro e dicono: ''Puntiamo ad entrare in consiglio a Pesaro, in Provincia ed in Regione. Ma FI ed il Pdl dovranno prima chiarirsi al loro interno''. Dentro Forza Italia, peraltro, è cominciata la caccia al coordinatore regionale Remigio Ceroni.
l.lu.
Questa mattina Cantiano si è svegliato sotto una nuova veste. Nella notte qualcuno ha riempito il paesino di volantini di 'protesta' dove si lamentano le scarse possibilità vitali e le pochissime iniziative per i ragazzi. Il Comune ha fatto subito rimuovere i manifesti