Pesaro, 18 aprile 2008 - "Con questa lettera esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Antonella Agnoli per la situazione in cui si trova oggi, e chiediamo a lei, Sindaco, l’impegno a gestire positivamente questa non facile contingenza, per poter ridare alla Biblioteca San Giovanni il suo Direttore scientifico, e rendere infine alla città un servizio fondamentale, divenuto negli anni centro e simbolo di cultura ormai irrinunciabile per tutti i cittadini". E’ solo una parte della petizione che è stata lanciata in questi giorni a favore della Agnoli e che è già stata firmata, tra gli altri, da Gianfranco Mariotti, Catervo Cangiotti, Ludovico Pratesi, Maria Adele Conti, Vittorio Gennari, Cesare Gamba, Franca ed Enzo Mancini, Luigi Carboni, Matteo Giardini, Eliseo Mattiacci, Mauro Tamburini, Marco Vitali, Silvia Mancini.
Sono imprenditori, artisti, musicisti, universitari, liberi professionisti, intellettuali; nella lista ci sono poi anche studenti o 'semplici' fruitori dellla biblioteca. Vengono da esperienze diverse ma hanno in comune una grande certezza: la stima per la direttrice artistica della Biblioteca San Giovanni seguita dal timore che questa splendida struttura rischi la paralisi. Cosa che in parte si sta già verificando.
La situazione è questa: Antonella Agnoli ha un incarico annuale per la direzione scientifica della Biblioteca San Giovanni. Su questo incarico pende il ricorso al Comune e al Tar di una dipendente della stessa biblioteca che contesta i 'titoli' della titolare dell’incarico. Il Comune ha mobilitato il proprio ufficio legale ma ha anche sospeso la Agnoli in attesa di trovare una soluzione che sembra però lontana a venire. Nel frattempo la Biblioteca rischia di bloccarsi in tutte quelle iniziative che ne hanno fatto l’irripetibile "luogo d’incontro e crocevie di idee", come si legge nella petizione.
Presentazioni di libri, concerti, incontri con gli autori rischiano di restare un ricordo. La biblioteca San Giovanni ha circa 35mila presenze annue, vale a dire che ogni giorni ci entrano quasi 850 persone. Ha ridato vita ad una parte del centro storico che, come purtroppo il resto della zona, sembra afflitto da un eterno e sempre più profondo letargo. I firmatari della petizione elogiano l’intera struttura e tutti i dipendenti, a partire dal direttore Marco Spadoni, e chiedono l’intervento dell’amministrazione per trovare una soluzione ad una situazione che allo stato attuale rischia di privare l’intera città di una professionista dalle indubbie qualità e di cambiare i connotati di una biblioteca che nel tempo è saputa diventare un esempio unico per tutta l’Italia.
La petizione è scaricabile dal nostro sito internet, dove vi invitiamo anche a esprimere un giudizio sulla vicenda. Inoltre è reperibile presso alcune delle botteghe di via Passeri che si occuperanno anche di raccogliere le firme.
Paolo Angeletti
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