Pesaro, 22 aprile 2008 - Scudetto? Ora si può. Anzi, si deve. Pesaro torna a infiammarsi con il volley, a 14 anni dall’ultima finale playoff della Scavolini del basket. E nel ventennale del primo scudetto. Ogni epopea ha i suoi tempi. A unire il filo provvede lo sponsor. Adesso tocca all’altra Scavolini.
Fuori Bergamo dai nervi d’acciaio, la finale con l’ex bestia nera Perugia mette le colibrì di coach Vercesi nella condizione di far pesare il pronostico. Anche se di là dalla rete c’è una squadra scudettata, nonché fresca campione d’Europa. Di qua però c’è la regina della stagione regolare, che ha distanziato tutti e non ha mai perso veramente da nessuno: tre sole sconfitte al tie break in tutta la stagione, coppe comprese.
Fenomeno volley, esaltato dalla calata nel vecchio palas. I duemila dell’altra sera dicono che le colibrì nel cuore della città sanno far presa. Adesso semmai ci sarà il problema di arginare l’entusiasmo, vista la capienza. Piovono richieste da tutta la provincia. La Robursport a questo livello non è una sorpresa, ma il compimento di un percorso. La società ha appena superato la soglia dei 40 anni ed è cresciuta dedicando i primi decenni alla base (oggi più di 500 ragazze).
S’è data delle ambizioni a partire da dieci anni fa. E’ cresciuta un passo alla volta. Secondo la ferrea logica dello sport, prima di lottare per vincere ha dovuto patire sconfitte brucianti. Come le semifinali scudetto con Jesi delle ultime due stagioni: la prima dopo aver illuso con un perentorio 2-0, la seconda cedendo di schianto. E’ bastato arrivarci con qualche acciacco per perdere energie vitali: dapprima il ginocchio di Del Core (oggi grande ex), poi Sheilla debilitata. Stavolta grazie a Dio sono tutte in salute, anche se la panchina resta sempre risicata.
La stagione di questa grande Scavolini costa tutto compreso un milione e 700.000 euro. Meno di club più blasonati oggi in vacanza. Patron Scavolini copre la fetta più importante, lui e Sorbini insieme fanno il 70%. Agli sponsor si deve tutto, le altre entrate sono irrisorie: aver vinto la Coppa Cev ha portato nelle casse societarie 1.000 euro! E l’eventuale scudetto? Nient’altro che gloria.
La forza della Scavolini deriva da un’invidiabile stabilità sociale (ai vertici di oggi i fondatori di allora), da uno sport capace di trasmettere valori positivi (vedere l’allegria dei palazzetti); dall’abilità di uno staff capace di scovare ovunque atlete di prospettiva: prima Del Core, poi Guiggi, Costagrande, Sheilla. Esplose a Pesaro.
L’ultimo salto di qualità è venuto da Zé Roberto: tre ritocchi (Ferretti, Wijnhoven e Furst) ed ecco una signora la squadra. Poi c’è anche lo strano caso di mister Vercesi, il preparatore esploso fra le mani di Zé; uno che in panchina salta come una molla, mulina le braccia e si tuffa sui palloni vaganti. Ma questa è una storia che merita di essere raccontata a parte.
Mauro Ciccarelli
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