Vengono coinvolti il centro e la zona mare. Domani sera la prima assemblea in Comune. L’assessorato all’Ambiente e Marche Multiservizi devono riuscire a convincere migliaia di persone, da giugno si cambia
Pesaro, 28 aprile 2008 - Il Comune ci prova. Con passo felpato e voce bassa, si comincia con due assemblee, domani e il 6 maggio prossimo, ore 21, nella sala del consiglio comunale. L’assessorato all’Ambiente e Marche Multiservizi devono riuscire a convincere migliaia di persone, quasi tutto il centro storico, residenti all’interno del perimetro delimitato dalle vie Mameli, viale Fiume, viale della Vittoria, via La Marca, via XXIV maggio, via Miralfiore, via Oberdan e viale della Liberazione.
Convincerle, che da giugno si cambia: basta buttare tutti i rifiuti indistintamente nei (pochi) cassonetti che sono rimasti, si parte con la raccolta differenziata che è già entrata a regime da anni in quartieri pilota, come Vismara, Colombarone, Cattabrighe, una parte di Soria, S. Maria delle Fabbrecce, Tombaccia.
Cosa significa? Fondamentalmente, cambiare abitudini. In pratica: uno, separare i rifiuti, due avere in casa uno spazio per poterli tenere prima che arrivi il giorno della raccolta, tre avere un minimo di memoria (poi viene automatico) per ricordarsi il giorno giusto per mettere fuori l’umido, il vetro, il secco, la plastica ecc....
Ora, è vero che il Comune procede a passo felpato: ma una volta che parte, a garantire che le cose devono essere fatte bene ci saranno a controllare anche gli ispettori ambientali. In pratica, per fare un esempio frequente, se il negozio x del centro, dopo il passaggio del rifornitore, butta per strada qualche kg di cartone senza avvertire nessuno, può essere sanzionato — come è successo in circa 20 casi negli ultimi mesi — con un verbale di 50 euro. E’ chiaro che all’inizio cercheranno di chiudere un occhio: dopo, no.
Dice l'assessore comunale all’Ambiente, Gloriana Gambini: ''Sì, entro l’estate vogliamo partire''. Come farete a indorare la pillola? "Spiegando, ad esempio, che quell’oggetto che loro buttano via, se riciclato, può essere usato da qualcun altro, e quindi in realtà non è un rifiuto. Anni fa, alcune donne di Vismara erano molto agguerrite, le casalinghe ci dicevano: ‘Ci date un altro carico di impicci, oltre a quello che già c’è da fare...’ In realtà, poi i problemi sono stati risolti. Del resto, l’alternativa sono le strade di Napoli, o quasi''.
Voi chiedete sempre ai cittadini di cambiare, la gente però vi chiede di abbassare le tariffe, o almeno di non aumentarle. E regolarmente... ''Bisogna dire che il sistema di raccolta differenziata ha costi molto maggiori: il personale raddoppia e si può calcolare, alla buona, un 30% o 40% di costi in più per chi la fa. Per questo non possiamo abbassare, per ora, le tariffe. E questo è anche il motivo per cui stiamo estendendo gradualmente il servizio: dobbiamo equilibrare costi maggiori con le esigenze ambientali. Quando tutta la città sarà coinvolta, diciamo entro due o tre anni, e alcuni costi di Marche Multiservizi ammortizzati, allora potremo ragionare sull’abbattimento delle tariffe e adottare anche un criterio: meno rifiuti produci, meno paghi. Comunque, so che per esempio a Vismara sono in programma una serie di strutture per il quartiere — tipo parco giochi e simili — che sono una specie di premio per il consolidamento del sistema di raccolta differenziata''.
In molti hanno anche dubbi sulla vera utilità della separazione dei rifiuti: dicono ‘io fatico a separarli, poi però ritorna tutto in discarica indistinto’. Insomma, mancano le garanzie... ''Posso assicurare che le garanzie ci sono, i consorzi di raccolta dei rifiuti già differenziata fanno il loro lavoro, l’unica cosa che ammetto è che tutta questa attività andrebbe comunicata meglio, anche con una serie di aggiornamenti''. Nel comune di Pesaro la quota di rifiuti differenziati ha superato negli ultimi tempi il 40%. Buon auspicio.
Alessandro Mazzanti
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