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LE DICHIARAZIONI DEL 2005

Sono solo sessanta gli 'uomini d'oro'
Tanti con redditi di oltre 200mila euro

In 120 hanno dichiarato 100mila euro di reddito, ma solo in sei 500mila euro. Tutti nomi legati al commercio e alla produzione di mobili. I notai si attestano sui 300mila euro, gli avvocati si tengono a distanza Commenta
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Modello unico 730 Pesaro, 5 maggio 2008 - Se dappertutto fanno notizia i ricchi, a Pesaro meritano la prima pagina i 'poveri'. Ce ne sono a valanga. Nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2005, spicca un noto commerciante che denuncia un imponibile di 1.145 euro annui, e paga 164 euro di tasse oppure un collega che è arrivato a dichiarare un imponibile di 4.838 euro, un altro 8.245 euro con pagamento di 717 euro di tasse.

 

Avrebbero diritto all’assegnazione di un alloggio pubblico. Aria di tramontana anche per le macellerie. I titolari denunciano redditi da sussidio pubblico. Imponibili da 12mila euro l’anno, col pagamento di 1350 euro di tasse. Per gli architetti, anche quelli notissimi, va meglio, ma di poco: 26mila euro di imponibile, con 5mila euro di tasse così come per il titolare di un rinomato centro medico che tocca i 26mila euro di imponibile, più o meno come un impiegato comunale.

 

Ma è crisi nera, da indigenza, per i bagnini. Un noto rappresentante della categoria ha dichiarato nel 2005 un imponibile di 3.986 euro pagando 761 euro di tasse. Ma a Pesaro non ci sono solo i poveri. Qualcuno che dichiara grossi guadagni c’è, eccome. Scorrendo la lista dei contribuenti, ci si accorge che ci sono sessanta pesaresi che hanno dichiarato più di 200mila euro annui di imponibile.

 

Sono oltre il doppio quelli che hanno superato i 100mila euro, ma appena sei quelli con imponibili oltre i 500mila euro. Nomi per lo più sconosciuti, ma tutti legati al commercio e produzione di mobili. I notai si attestano tutti sui 300mila euro, gli avvocati invece si tengono a distanza considerevole dalle prime file. Questi dati possono essere letti in molti modi, ma uno su tutti rimane.

 

A Pesaro, si vendono molte più auto oltre i 2000 di cilindrata che quelli sotto i 1000. Questo significa che il tenore di vita non è da indigenti anche se ufficialmente appare proprio questo risultato. Non sono dichiarazioni dei redditi che fanno gridare allo scandalo solo perché si ripetono con monotonia tutti gli anni. La sorpresa può esserci scoprendo dei nomi nuovi tra imprenditori e commercianti che dichiarano zero imponibile, ma il trend dice soprattutto che non c’è nulla da fare.

 

Il livello di benessere dei contribuenti pesaresi, così come ce lo offre lo specchio della dichiarazione dei redditi 2005, è quello di un comune in piena miseria. I ristoranti dovrebbero essere chiusi in buona parte da un pezzo, sbarrati molti negozi, non ne parliamo di concessionarie di auto di lusso. Invece le ultime aperte sono state proprio quelle. Ed proprio dieci giorni fa, ha ottenuto un grande successo di adesioni l’annuale raduno a Pesaro di proprietari di Porsche.

 

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