Aveva 97 anni, era un 'catolghino' di nascita, ma forse non se lo ricordava neppure più, tanti sono stati gli anni che ha vissuto e operato a Pesaro. Con lui se ne va l’ultimo esponente di quella felice e ormai lontana stagione in cui un gruppo di amici, tutti artisti, si radunava nel salotto dei Della Chiara
Pesaro, 16 maggio 2008 - Il ceramista Bruno Baratti (foto) se ne è andato via ieri, per sempre, proprio quando il campanone del Duomo scandiva solenne il mezzogiorno sulla sua casa e sul centro della 'sua' Pesaro. Baratti, che aveva 97 anni, era un 'catolghino' di nascita, ma forse non se lo ricordava neppure più, tanti sono stati gli anni che ha vissuto e operato qui da noi.
Con lui se ne va l’ultimo esponente di quella felice e ormai lontana stagione in cui un gruppo di amici, tutti artisti, si radunava nel salotto dei Della Chiara a parlare di quadri, di ceramiche, di libri, di musica e di teatro. La grande bottega di Baratti in Piazzale Collenuccio, ha il forno spento da tempo, è silenziosa e triste perché Bruno si era allontanato da sé e da ogni altra realtà, in uno stato di quieta attesa o di inconsapevole esistenza: era peggiorato da quando Sonia, che era stata il suo grande amore e la sua allegria, non cantava più per casa canzoni e romanze celebri.
Piatti decorati, sculture, biscotti e ritratti lo hanno atteso a lungo nella penombra di quella bottega che era stata per anni crogiuolo di tradizioni e avanguardie artistiche: personaggi e ricordi, collezionisti e amatori sapevano di trovare nella verve di Bruno Baratti, nella sua straripante vitalità e in quella sua prodigiosa capacità di dominare terra e fuoco, un vero artista di tipo rinascimentale, la cui creatività ci ha regalato una ceramica 'attualizzata' dove fiori e bambini, pesci e 'grancelle', segni zodiacali, streghe, santi e venditrici di stoffe vivono stagioni che vanno di tre mesi in tre mesi come le nostre vere stagioni.
La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo ha le sue splendide, imponenti 'Via Crucis' di cotto: aveva sentito quell’opera monumentale come un impegno 'da non far dormire la notte'; ma quando critici e fedeli dissero che era bellissima, fu felice e orgoglioso come non lo era stato mai. I pesaresi veraci lo ricordano quando ogni giorno, con ogni tempo, faceva la sue lunghe passeggiate marine con Sandro Gallucci: confidenza, complicità, ironia e la sicurezza di essere amici e di vivere in un 'luogo' che sembrava fatto su misura per loro, come un vestito.
C’è festa oggi nella Casa del Padre: Sonia con la messa in piega appena fatta e una passatina di rossetto sulle labbra, canta 'Un bel dì vedremo', Sandro Gallucci, Nino Caffè, Nanni Valentini e Alcibiade Della Chiara, che lo aspettavano da tempo, sanno che fra le nuvole dell’infinito potranno finalmente riprendere tutti i loro importanti discorsi e che nessuno li disturberà più mai.
Nato il 31 dicembre del 1911, Bruno Baratti era stato insignito fin dal lontano 1992 del Premio del Circolo della Stampa di Pesaro, un giusto riconoscimento da parte della sua città del suo alto merito e del suo indiscusso e riconosciuto valore artistico. Domani mattina, alle ore 10, sarà celebrata in Cattedrale una messa al termine della quale avverrà la tumulazione al Cimitero centrale.
Ivana Baldassarri
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