Kapya Kienge, congolese da 20 anni in Italia, e il suo compagno, non potranno entrare nella casa assegnata dall’Erap. L’alloggio è stato occupato da marocchini che ora non vogliono andarsene. Solo il giudice potrà sfrattarli Commenta
Pesaro, 22 maggio 2008 - "La querela era l’unica cosa che potevamo fare, agendo nella legalità e rispettando le normative''. Nello Maiorano, dirigente dell’ufficio utenza dell’Erap, l’ente che gestisce le case popolari, fa il punto sulla situazione dell’alloggio in località Ginestreto occupato abusivamente da una famiglia marocchina. Tutti i tentativi di allontanamento sono andati in fumo. Ci hanno provato i dirigenti dell’Erap, avvertendo anche i servizi sociali, e lo stesso amministratore di condominio.
Nulla di fatto. Così l’ente di via Bramante ha promosso due azioni al tribunale di Pesaro. Fino a quando non si pronuncerà la magistratura, ''in un paio di mesi si dovrebbe sbloccare la situazione'' sottolinea Maiorano, la casa popolare assegnata ufficialmente l’8 maggio scorso a Kapya Kyenge, 42 anni, separata con due figlie, originaria del Congo e dipendente part-time dell’Ipercoop, resterà nelle mani degli abusivi. Nel frattempo la legittima inquilina continuerà a vivere in un garage.
"Il capo famiglia — continua il dirigente dell’Erap — non sente ragioni. Non vuole andarsene. A tutt’oggi è ancora lì. L’ente ha preso in mano la situazione e, tempestivamente, ha avviato due azioni: quella penale per l’occupazione abusiva di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, e una azione civile per ottenere il reintegro dell’immobile all’ente''. Poi precisa: ''Se ci sarà una condanna, la famiglia marocchina non potrà più accedere alle case popolari. Non abbiamo ancora controllato se l’abusivo aveva presentato domanda, comunque se venisse condannato non potrebbe più partecipare ai bandi e visti i nuovi regolamenti in tema di immigrazione, rischia anche di perdere il permesso di soggiorno''.
Una storia che, nonostante le buone intenzioni dell’Erap, non si chiuderà, nella migliore delle ipotesi, prima di un paio di mesi. Nel frattempo alla legittima assegnataria, Kapya Kyenge, che disperata si è rivolta al segretario della Lega Nord di Pesaro Dante Roscini, non resta che aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Una magra consolazione.
Loretta Signoretti
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