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BASKET IN LUTTO

Una folla commossa per l'addio
saluta e applaude Rodolfo Terenzi

Neanche il sagrato della chiesa è stato sufficiente a contenere tutti gli amici che hanno voluto stringersi in un abbraccio alla famiglia Terenzi. Tanto che in molti hanno assistito al funerale lungo la scalinata che porta sulla Statale

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Funerali di Rodolfo Terenzi Pesaro, 5 giugno 2008 - Una folla strabocchevole per l’ultimo saluto al gigante Rudy. La chiesa di Cattabrighe, ma nemmeno il sagrato, è stato sufficiente a contenere tutti gli amici che hanno voluto stringersi in un abbraccio alla famiglia Terenzi. Tanto che in molti hanno assistito al funerale lungo la scalinata che porta sulla Statale Adriatica, dove due vigili bloccavano il traffico per far passare un fiume di gente.

 

Una celebrazione mesta, perché troppo presto Rodolfo ha lasciato la vita terrena, ma anche ricca di fede, testimonata dalle letture scelte e dalle intenzioni di preghiera lette da alcuni giovani. ''Non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, che sono di un momento, ma su quelle invisibili, che sono eterne'' cita la 2ª lettera ai Corinzi e don Graziano, con tono misurato e affettuoso ha cercato di consolare la moglie Mirka e i figli Giulia e Diego: ''Ci dispiace per quello che ha dovuto soffrire Rodolfo e il vuoto che lascia nel cuore la sua scomparsa è grande, per questo sentiamo il bisogno di stringerci ancora attorno a voi — ha detto il parroco —. In questo istante siamo immersi nel buio, ma sospinti dalla fede a guardare oltre questo buio, oltre la barriera della morte''.

 

Così hanno fatto al termine della messa la figlia Giulia, il nipote Mathias (''ci voleva una malattia speciale per sconfiggere una persona speciale come te'') e la cognata Emanuela che, con grande dignità e coraggio, hanno letto dei pensieri veramente toccanti. Su quanto Rudy ''fosse forte, nel fisico e nel morale'', ma anche su quanto ''fosse dolce dietro quella scorza''. Su quanto mancherà a tutti loro. Ma anche sulla certezza che ''tu ci guarderai da lassù e ci indicherai la strada giusta''.

 

Parole di speranza che la moglie Mirka ha voluto scrivere anche sul manifesto funebre: ''L’amore che ci hai donato non è volato via con te, ci proteggerai per sempre''. La Vuelle, dove Rudy era sbocciato come giocatore, ha mandato due squadre giovanili in rappresentanza e l’Under 13 - dove gioca il figlio Diego - si è presentata in divisa. Sono stati loro ad aprire la strada al feretro: dopo, a portare sulle spalle il suo corpo ormai leggero, il fratello Roberto e gli amici di una vita: Procaccini, Mancini, Petta, Carboni, e tutti gli altri che gli sono stati vicini negli ultimi, durissimi, giorni. Tanti i personaggi del mondo del basket che non sono voluti mancare, persino Gianni Asti, il suo vecchio allenatore della Biesse, arrivato da Torino. Sono stati una squadra fino all’ultimo. E sul sagrato Rudy ha raccolto gli ultimi applausi.

Elisabetta Ferri










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