Non gli piace la poltrona. Caso raro per un politico forse perché non si sente della categoria. Eccolo allora sgombrare in giacca e cravatta le baracche del Foglia, far sloggiare gli abusivi dal parco Miralfiore, irrompere alle 4 di mattina in ospedale per portare fuori di peso clandestini e barboni Commenta
Pesaro, 7 giugno 2008 - Non gli piace la poltrona. Caso raro per un politico forse perché non si sente della categoria. Lui è Riccardo Pascucci, assessore alla sicurezza del comune di Pesaro, capelli tagliati a spazzola, il cellulare come una lavagna che squilla sulle note di 'Per Elisa', la faccia di chi crede che i buoni alla fine trionfano sempre sui cattivi. Eccolo allora sgombrare in giacca e cravatta le baracche del Foglia, far sloggiare gli abusivi dal parco Miralfiore, irrompere alle 4 di mattina in ospedale per portare fuori di peso i clandestini e barboni che dormono sulle barelle (ora si sono spostati nella saletta del caffè), dare un minuto di tempo per sparire ai nove o dieci venditori ambulanti di cianfrusaglie che affollavano dalla mattina alla sera piazzale Carducci per braccare chi intendeva parcheggiare.
E’ tarantolato di natura o si sente in missione per conto di qualcuno?
"Sono semplicemente un assessore che cerca di fare il bene della sua città".
La criticano per le sue troppe apparizioni fotografiche al momento degli sgomberi. Cavalca l’onda?
"No, non seguo nessuna moda politica. Ho cominciato a darmi da fare seriamente per rimettere le cose in ordine quando un mese fa circa ho letto un articolo del Carlino che mi ha svegliato dai troppi tentennamenti. Mi riferisco a quella donna ferma al semaforo di via Solferino presa a sputi da un immigrato che voleva dei soldi. Mi ha fatto capire che la situazione a Pesaro non era più tollerabile. Alla gente montava la rabbia e noi non offrivamo delle risposte concrete che segnassero anche visivamente un’inversione di tendenza. Allora mi sono dato da fare, parlandone in giunta e poi con la polizia municipale che ho sempre sentito al mio fianco".
Come sceglie gli obiettivi?
"Leggendo i giornali e basandomi sulle segnalazioni dei cittadini. Dove c’è il degrado io vado cercando di bonificare l’area e riconsegnarla alla collettività. Ho fatto così per il lungo Foglia, dietro l’Atletic club, dove ho trovato una serie di baracche che ho fatto sgombrare e abbattere. Ripulita l’area intorno alla stazione, dve la gente aveva paura solo a passare, sul parco Miralfiore abbiamo cominciato a riportare un po’ di pulizia perché c’erano zone sfuggite al controllo. Vorrei creare un vero punto di ritrovo per gli adolescenti con la possibilità di far suonare nell’anfiteatro verde i vari gruppi musicali".
Sono tutti d’accordo con lei in giunta?
"Certo, e devo dire che ognuno lavora tantissimo. Credo però che sia sbagliato il modo di comunicare. Si fanno tanti comunicati ma rimangono lontani dalla gente. Dobbiamo far sapere anche fisicamente come si lavora per la città. Io seguo questo mio intuito quindi, se c’è il fotografo del giornale mentre intervengo in un luogo degradato della città, non ho alcuna obiezione. La gente deve sapere".
Qual è la prossima missione?
"Intendevo incontrare quella pensionata di 77 anni che da due mesi dorme in strada col figlio di 44 anni. Poi ho letto le dichiarazioni della figlia che li ha sfrattati e ho capito che possono permettersi un affitto come tutti. A quel punto non è un caso da seguire".
Ha avuto critiche per aver sgombrato gli ambulanti da piazzale Carducci.
"Quelle persone, almeno una decina, non vendevano fazzoletti come poteva pensare il passante distratto. Avevano messo in piedi un vero mercato degli scontrini residui. L’automobilista che ripartiva senza aver consumato l’intero orario riportato sullo scontrino, veniva intercettato dagli extracomunitari che gli chiedevano di dare a loro quel tagliando. Una volta in mano, lo rivendevano ad altri automobilisti. Ma poi avevano un atteggiamento da molestatori sulle donne. Per indurle a comprare qualcosa, mettevano le mani sulle spalle, le prendevano per le braccia, le seguivano. Intollerabile, da bonificare. Adesso sono passato e ne ho visti altri due. Ho chiamato la pattuglia. Chi è in regola e si comporta secondo la legge, mi avrà al suo fianco, per chi si approfitta della buona fede della gente il tempo della comprensione è finito".
Roberto Damiani
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