Il maltempo non aiuta a far decollare la stagione, ma i problemi sono altri. I bagnini addebitano alle nuove strisce blu il crollo della clientela. "Crolla la clientela ed abbiamo dovuto dare anche 250 euro per il bus navetta"
Pesaro, 8 giugno 2008 - Ma ve la immaginate la mamma con il neonato o i due o tre bambini, borse e asciugamani alla mano sotto il sole del San Decenzio per prendere la navetta che porta alla spiaggia di Ponente (solo nei fine settimana di giugno, e dall’1 luglio in poi dalle 8,30 alle 19,30)? Oppure pagare cinque-sei euro al giorno di parcheggio ( 4-500 euro stagionali) nella nuova, ospitale, zona parcheggio blu di Ponente dove circoleranno truppe di vigili e ausiliari a caccia di infrazioni e di incassi? «Un dramma, un vero dramma», commenta Germano Valeri di bagni «Enrico», che spiega: «Nel nostro stabilimento manca tre quarti della solita clientela stagionale che veniva al mare l’anno scorso. Le famiglie sono esasperate.
Chi è viene al mare in auto perché ha i bambini piccoli, o perché arriva dalla periferia, non può fare a meno, ha pagato tre euro al mattino e tre al pomeriggio e ha fatto due conti: di questo passo pagherà 500 euro all’anno, più di un ombrellone. Il Comune dice a noi di non aumentare le tariffe, ma fa peggio. Una mamma con due bambini mi ha detto: non ce la faccio più a venire in bici, ho necessità della macchina, ma con questi costi resto a casa. A Riccione per tre ore paghi un euro e cinquanta, per tutto il giorno due euro. E io ho anche dato 250 euro al Comune per la navetta...». Per la navetta? «Sì, ci hanno chiesto un contributo per questo servizio e pur di non perdere clienti ho pagato. Ma con quei soldi avrei fatto meglio a rimborsare i clienti».
Hanno pagato per la navetta anche a bagni Gastone e Marta: «Sì, abbiamo sborsato 250 più Iva. Ci hanno detto: al 65 per cento della spesa navetta pensa il Comune, il 35 deve venire dai biglietti, dall’incasso. Ma siccome questo non c’è, allora paghiamo noi», dice il gestore Gastone Sgueglia Della Marra. «Qui sono guai seri, serissimi», lamenta Riccardo Ridolfi di bagni «Ridolfi» in viale Trieste: «Pesaro non è Riccione, dove la gente parcheggia anche per andare nei negozi. Le strisce blu al mare non hanno alcun senso se non quello di scoraggiare la gente a venire in spiaggia. La navetta per le famiglie con i bambini, che sono una parte importante della clientela, è scomodissima e saremo noi a pagare il prezzo delle strisce blu. Lo abbiamo fatto presente anche in Comune, ma non sentono ragioni. La risposta è stata, più o meno: o così o potete anche cambiare mestiere. Già la gente ha meno da spendere e mettere una nuova tassa è deleterio. C’è il rischio che vada a finire come con l’euro: il primo anno le famiglie sopportano, poi tagliano e verranno al mare ogni tanto, quando potranno permetterselo».
La soluzione? «Se non vogliono togliere le strisce blu, che sarebbe la cosa più giusta, almeno pensino a un abbonamento con un quarto della tariffa normale». Monta la protesta anche a bagni «Lallo»: «Si lamentano tutti, specie le famiglie con i bambini. Il Comune ha sbagliato, penalizza ancora la spiaggia di Ponente e meno male che fra un anno ci sono le elezioni: ce ne ricorderemo tutti». Per Lucio Felicita di bagni «Lucio» «il prezzo dei parcheggi dovrebbe essere più basso. Abbiamo meno prenotazioni, chi prenotava per una settimana ora aspetta per prendere la giornata di sole giusta, ma questo avviene anche per il maltempo». Fuori dal coro bagni «Paradise»: «Le strisce blu? Servono ad avere parcheggi liberi».
Davide Eusebi
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