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COLPO DI SCENA

Attentato alla 'Xanitalia':
ricatto da 4 milioni di euro

''Vogliamo 4 milioni altrimenti succederà qualcosa di male alla famiglia''. Questa la minaccia fatta telefonicamente da una voce maschile a casa di Franco Signoretti, il titolare della ditta pesarese leader nella depilazione

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Xanitalia, attentato Pesaro, 9 giugno 2008 - E' arrivata una telefonata alla famiglia di Franco Signoretti. Voce maschile, accento meridionale. La chiamata è stata fatta qualche giorno fa da una cabina telefonica del centro di Pesaro, usando delle monete: ''Vogliamo 4 milioni altrimenti succederà qualcosa di male alla famiglia''.

 

A rispondere è stata la compagna dell’imprenditore. Gli inquirenti stanno lavorando per cercare di verificare l’attendibilità della telefonata. Che è arrivata a metà giornata alla villa di viale Dante 15, nella zona mare. La stessa abitazione che nella notte tra il 22 e il 23 maggio scorso, è stata centrata da uno sconosciuto con 2 colpi di pistola calibro 22 che hanno sforacchiato il portone d’ingresso mentre con altri cinque colpi di pistola è stata bersagliata la grossa Mercedes ML parcheggiata davanti. I bossoli sono stati recuperati in mezzo al viale, da dove il misterioso sparatore aveva preso la mira. Ma l’atto intimidatorio non si era limitato a questo.

 

Mezzora dopo era stata fatta esplodere la porta d’accesso della sede centrale della Xanitalia, l’azienda fondata da Franco Signoretti, leader per le cere depilanti, 50 milioni di fatturato, 200 dipendenti, crescita annua al ritmo del 20 per cento, export in tutto il mondo compresa la Nuova Guinea. Uno scoppio che ha mandato in frantumi l’ingresso e il controsoffitto della hall, ma che non ha provocato danni importanti tanto che il lavoro aziendale non si è fermato nemmeno per un minuto. Sono rimasti seduti sul piazzale alcuni impiegati perché non riuscivano a passare.

 

Un attentato preceduto qualche settimana prima da un altro scoppio ai danni degli allestimenti 'M&M' di via Corpo di Liberazione. Un obiettivo sbagliato. Perché accanto a quegli uffici presi di mira c’è la sede di un altro magazzino dell’Xanitalia. Da qui la consapevolezza degli inquirenti che il vero destinatario di quella prima rudimentale bomba fosse sempre Signoretti. Due ordigni più cinque colpi di pistola contro casa e auto non sono intimidazioni attribuibili a ragazzacci.

 

C’è una regia ma a cosa mira? La richiesta telefonica di 4 milioni di euro sembra essere agli occhi degli inquirenti la chiamata di uno 'sciacallo'. Ossia qualcuno che si è inserito nella vicenda per il solo piacere di provocare ancor più paura ad una famiglia fortemente provata e che vive da quel giorno in una condizione di protezione.

 

La prefettura ha ordinato un servizio di controllo sia a casa che in azienda per evitare ulteriori atti intimidatori. Ma l’autore della telefonata può pensare di ottenere qualcosa senza specificare come e dove si sarebbe dovuto pagare l’eventuale 'pizzo' per non subìre ritorsioni sulla famiglia. Stranissimo modo di agire chiedere di pagare dopo aver fatto i danni. In genere avviene il contrario. Le indagini da parte dei carabinieri possono contare su pochissimi elementi. Nessuno ha visto sconosciuti o persone sospette aggirarsi intorno alla villa di viale Dante eppure devono aver fatto necessariamente dei sopralluoghi.

 

Ma soprattutto sapevano perfettamente quale fosse l’auto dell’imprenditore visto che lì accanto c’erano parcheggiate anche altre auto di prestigio, come una Porsche 'Kayman', Mercedes e Bmw. Potrebbero aver seguito l’imprenditore fino a casa, atteso che scendesse dalla vettura, e che si ritirasse al piano superiore della villa per andare a letto. Solo a quel punto, per evitare di colpire qualcuno in casa, hanno fatto fuoco contro la porta d’ingresso e subito dopo contro il Suv. Gli spari sono stati confusi con dei petardi così nessuno se n’è accorto fino al mattino dopo. Troppo tardi per dare la caccia agli sparatori.










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