''Sponsor o no, ai Giochi userò quello che mi aiuterà a vincere''
Pesaro, 10 giugno 2008 - E’ scoppiato il caso costume. Più della vittoria e dell’ottimo tempo, ha fatto effetto il body firmato Speedo indossato da Filippo Magnini nella gara-clou dei 100 stile libero al 'Sette Colli' di Roma. ''Il mio sponsor e quello della federazione nuoto italiana è Arena, ma per essere competitivo e vincere ho dovuto utilizzare il nuovo costume della Speedo — racconta Filippo Magnini, bicampione del mondo nella gara regina del nuoto —. E’ una questione delicata, ne sono consapevole. Ma un atleta deve pensare a vincere. Evidentemente il body della Speedo offre qualcosa di più degli altri, almeno in questo momento''.
Lo 'squalo' di Pesaro è un ragazzo schietto e sincero; se è convinto delle sue ragioni non le manda a dire. I risultati di Bernard e degli altri velocisti con il nuovo super-body lo hanno portato a provare anche lui la... differenza. Le Olimpiadi di Pechino incombono. E l’azzurro vuole giocarsi l’oro. ''E’ vero, per contratto devo vestire Arena — spiega SuperPippo —, ma al Sette Colli in una gara che era il degno antipasto della finale olimpica dovevo dare ai mie avversari un segnale chiaro e forte''. Il segnale è arrivato: a parità di condizione e di condizioni di partenza è ancora il più forte.
Al meeting di Roma, Magnini ha battuto i tre atleti più veloci attualmente al mondo, in particolare il francese Bernard che agli ultimi Europei di Eindhoven aveva firmato il primato mondiale nella gara regina. ''Alla fine della gara del Sette Colli Bernard mi ha fatto i complimenti — sottolinea Filippo Magnini —, per me era molto importante vincere, volevo dimostrare quanto valgo e averlo fatto in una gara dove c’erano i più veloci atleti del momento al mondo mi ha ancor più convinto della mia forza. Ci tenevo molto a questa gara, non tanto per la manifestazione in sè - il Sette Colli lo vinco da quattro anni consecutivi - ma era importante imporsi e siglare un buon tempo davanti agli avversari più forti. Ho voluto dare un segnale chiaro: per le Olimpiadi ci sono anche io''.
Quanto alle reazioni dello sponsor Arena, Magnini spiega: ''Mi hanno fatto i complimenti per la bella gara e mi hanno promesso che lavoreranno duro per costruire un body all’altezza delle mie prestazioni e soprattutto un costume che possa essere competitivo come quello firmato da Speedo. Credo però che abbiano poco tempo per progettare e sperimentare. Pechino è vicina. Il body dell’Arena è troppo lontano come caratteristiche da quello della Speedo. Ci sono ancora molti difetti da correggere. Difficile dire se l’Arena sarà pronta per le Olimpiadi''.
Dall'Arena, azienda con sede nelle Marche a Tolentino, la responsabile della comunicazione e del marketing Cristina Cantoni puntualizza: ''Sulla vicenda preferiamo non commentare. Sarà nostra cura parlare direttamente con Magnini e cercare di risolvere tutto il prima possibile. Sulla messa a punto del nuovo costume-body mancano solo dei dettagli''.
Magnini però non sembra molto fiducioso: ''Io farò di tutto per vincere le Olimpiadi. Capisco che c’è un contratto da rispettare, ma si tratta di una gara che si presenta ogni quattro anni e non si può sbagliare niente. Da una parte mi sembra difficile poter recuperare rispetto ai risultati dello Speedo, dall’altra mi sembra presto per decidere: alle Olimpiadi mancano ancora due mesi. Quel che è certo è che se il costume dell’Arena non sarà pronto, non sarà un problema mio...''.
Beatrice Terenzi
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