La 'concorrenza sleale' degli abusivi ai saloni di acconciatura e di estetica sembra avere le ore contate. Dopo la denuncia della Cna per il vertiginoso aumento dei casi in provincia, la Finanza ha intensificato l’azione repressiva
Pesaro, 12 giugno 2008 - La guerra degli abusivi ai saloni di acconciatura e di estetica sembra avere le ore contate. Dopo la denuncia della Cna di Pesaro che segnalava il vertiginoso aumento di casi in provincia relativi ad acconciatori ed estetiste che operano tranquillamente in casa senza aver alcun requisito professionale, la Guardia di Finanza ha deciso di intensificare l’azione repressiva.
In un recente incontro tra il Comandante provinciale delle Fiamme Gialle Ippazio Bleve e la responsabile provinciale dell’Unione Benessere e Sanità della Cna, Luciana Nataloni, si è fatto il punto sul preoccupante fenomeno che riguarda non solo il capoluogo ma anche molte zone dell’interno. Parrucchiere ed estetiste improvvisate che lavorano in sottoscala, taverne, garage, o addirittura in casa in totale dispregio delle regole e sottraendosi al fisco.
Il summit tra il Comandante Bleve e la responsabile della Cna è servito a definire un piano di azione comune secondo il quale le segnalazioni inoltrate dal territorio saranno inoltrate alla Guardia di Finanza che provvederà agli opportuni accertamenti. L’incontro tra Bleve e la Nataloni ha riguardato in particolare anche l’aspetto sanitario “Un effetto collaterale pericoloso e spesso sottovaluto dell’abusivismo - dice la Nataloni - è il rischio per la salute. I clienti dei nostri centri estetici e dei nostri saloni possono stare tranquilli e contare sulla professionalità degli operatori e dei procedimenti di sterilizzazione attuati sugli strumenti di lavoro. Per contro quelli che si rivolgono agli abusivi sono comunque a rischio di seri danni causati da malattie infettive o da parassiti vari che attaccano la pelle i capelli”.
Questo primo incontro sollecitato dallo stesso Comandante della Guardia di Finanza è un primo importante passo verso il controllo e la repressione di attività abusive che creano un danno sia alle imprese del settore che all’erario. “E’ ormai chiaro - afferma la Nataloni - che servono misure urgenti per contrastare il dilagare del fenomeno, poiché è sempre più difficile fare impresa e contribuire allo sviluppo economico del nostro territorio”.
Del resto - secondo quanto ha rilevato la Cna - il confronto tra abusivi e acconciatori è impari, basti pensare che per un taglio di capelli maschile un buon parrucchiere chiede mediamente 15 euro, contro i 10 euro chiesti da un abusivo, con la differenza che - bene che vada - al parrucchiere, tolti i costi di gestione, le tasse, i contributi, restano 4-5 euro e all’abusivo tutti e 10. Stessa cosa per uno shampoo, taglio e piega femminile: 50 euro circa in salone contro i 30-35 dell’abusivo che intasca gran parte di quella somma aggirando completamente il fisco.
A causare notevoli ripercussioni nel settore, oltre all’abusivismo, sono da un lato i crescenti costi di gestione (tariffe acqua, gas, luce, nettezza urbana), dall’altro il peso notevole delle tasse locali, nazionali e dei contributi pensionistici che hanno raggiunto livelli notevoli. Ora secondo la Cna è auspicabile che anche gli altri organi deputati ai controlli seguano l’esempio della Guardia di Finanza.
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