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La viabilità nel caos a Gabicce:
petizioni e marcia di protesta

Il coro degli abitanti è unanime: "Il doppio senso unico sta bloccando la cittadina". Intanto è partita una raccolta firme nei bar e nei negozi. Il sindaco non ci sta: "Le piste ciclabili sono necessarie come i parcheggi"

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Gabicce Mare, Viale della Vittoria con la nuova segnaletica Gabicce Mare, 18 giugno 2008 - E’ un inizio di stagione decisamente complicato quello di Gabicce Mare. A parte la presenza turistica, in netto calo rispetto agli anni scorsi, il paese deve fare i conti con il nodo viabilità. A scatenare una vera e propria mobilitazione cittadina l’attuazione di un doppio senso unico, nelle vie d'accesso: viale della Vittoria, via XXV Aprile e via Risorgimento.

 

''Stiamo organizzando una marcia popolare — afferma il presidente dell’Associazione albergatori Angelo Serra —. Si rischia un blocco totale della cittadina. Il Comune non può andare avanti con i paraocchi. Così il sindaco si tira la zappa sui piedi''. Il perché di un tale cambiamento non è chiaro a nessuno, e gli stessi cittadini non sono mai stati interpellati in merito. Fatto sta che gli automobilisti devono affrontare serie difficoltà e che le code bloccano il paese dalla mattina alla sera.

 

Viale della Vittoria, trasitabile solo verso il mare, è stato ridotto ad appena due metri e mezzo di larghezza, per ricavare alcuni posti auto e una pista ciclabile (che è anch’essa a senso unico). I parcheggi si trovano però in mezzo alla strada e si rischia l’incolumità dei ciclisti, da un lato, e quella delle vetture in transito dall’altro. Autobus e pullman passano a stento. I camion della nettezza urbana per lo scarico dei cassonetti sono costretti a fermarsi sulla strada.

 

Via XXV Aprile, molto frequentata per la presenza dell’ufficio postale e delle scuole, ha una pista ciclabile non a norma, perché, come cita il decreto ministeriale, ''tale tratto di strada deve avere un fondo curato al massimo e la totale assenza di grate e tombini''. Criteri che non sono rispettati. In via Risorgimento, invece, mancano sbocchi verso Pesaro. Katja Vanzolini, 32enne responsabile di una ditta pesarese che si occupa di trasporti internazionali, si è fatta portavoce della protesta e dice di aver raccolto ''circa seicento firme''.

 

''Abito a Gabicce da sempre — racconta — e una situazione del genere non l’avevo mai vista. Ci sono veicoli in coda tutto il giorno, ogni tanto qualche pullman si incastra tra gli alberi. In caso di emergenza sarebbe un disastro. Gli ospedali poi non erano neanche stati avvisati''. Dello stesso avviso è Angelo Serra: ''E' stata presa una decisione sbagliata e inaccettabile. Questo senso unico non ha 'senso'. I bus navetta non riescono più a servire gli alberghi, i turisti sono indispettiti. Mi fermano per strada chiedendo spiegazioni. Ho sempre difeso il sindaco Corrado Curti, ma ha superato i limiti. Così ha messo il paese in ginocchio''.

 

Il primo cittadino dal canto suo è convinto di aver adottato una misura che garantisce maggiore sicurezza e anche alcuni posti auto in più: ''Stiamo discutendo da tempo sulla viabilità— spiega Curti —. Le piste ciclabili sono necessarie così come i parcheggi. Ci sembra una buona soluzione, ma ascolteremo con attenzione i problemi dei cittadini. Abbiamo soltanto modificato la segnaletica, quindi non c’è nulla di definitivo''. Ma di tornare al doppio senso proprio non se ne parla. Intanto però otto cittadini sui dieci già interpellati hanno siglato la petizione.

 

Tra i più agguerriti quelli di via Fratelli Bandiera che lamentano difficoltà nell’immissione su viale della Vittoria, dove il rischio incidenti è all’ordine del giorno. La raccolta firme è solo all’inizio (la petizione si trova nei bar e negozi della zona: bar 'Tic-Tac', panificio 'Millefiori', farmacia 'Tintori', gioielleria 'Muccini', tabaccheria 'La smorfia', pescheria 'Il faro') ma la rabbia dei cittadini è già sui livelli di guardia.

Claudia Del Magna

  • 18/06/2008 22:30
    Piergiorgio
    Se otto cittadini su dieci hanno firmato la petizione, il Sig. Sindaco, eletto dai cittadini, si dovrebbe adeguare, diversamente cadrebbe il concetto di "democrazia". Le piste ciclabili sono sì necessarie ma non indispensabili. Poichè parla di sicurezza vorrei sapere quanti ciclisti sono stati investiti in quella via negli ultimi anni. Non solo ma prevedo che con quella soluzione contestata, la percezione di sicurezza sia notevolmente diminuita. Concludo ricordando che Gabicce vive di turismo ed il turismo ultimamente è composto sempre più da pendolari che fanno pochi giorni e usano mezzi propri. Con questi chiari di Luna la politica "automobile che schifo" alla lunga non pagherà. Attenzione alla Nemesi. Piergiorgio
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