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CAVA DI CARRARA

Malattie: il calvario continua

Don Piergiorgio denuncia tre nuovi casi di tumore e una leucemia fulminante. Con le temperature alte si alzerebbe un lezzo insopportabile dal sito recintato. "Richiamo tutti gli enti alle loro promesse. Noi non scordiamo"

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Fano, cava di Carrara Fano, 27 giugno 2008 - Don Piergiorgio Giorgini: un prete scomodo. Scomodo per le istituzioni, non per i cittadini. A lui, parroco di San Cesareo, continuano a rivolgersi gli abitanti della zona per segnalare i cattivi odori provenienti dall’ex cava e per raccontare tristi storie di malattie. Un residente, la cui abitazione si affaccia proprio sulla cava Solazzi, recentemente ha raccolto all’interno dell’area (prima che fosse posizionata la recinzione) un campione del materiale dal quale proverrebbe il cattivo odore e scattato alcune fotografie dei cumuli di quel materiale, visibili anche da lontano.

 

Il campione, custodito in barattolo, è stato consegnato a don Piergiorgio per essere analizzato. ''Mi chiedo — commenta il sacerdote — perché si sentono cattivi odori quando nei documenti del 17 dicembre 2007, l’Arpam sostiene l’assenza si esalazioni all’interno della cava''. Don Piergiorgio pone altri quesiti: ''Perché non abbiamo ancora i dati definiti sul monitoraggio dell’aria visto la presenza di una centralina nelle vicinanze della scuola da luglio scorso? Dove sono i risultati completi delle analisi condotte dall’Arpam? Quali criteri hanno guidato quei prelievi e quelle analisi?''.

 

Secondo le informazioni raccolte da don Piergiorgio, attraverso un docente universitario di Urbino, ''non sarebbero state eseguite ricerche sui metalli pesanti più pericolosi, tipo il mercurio; sarebbero stati analizzati solo pochi campioni, forse 6, sui 57 prelevati; sui quei pochi campioni sarebbero emersi comunque dati preoccupanti per alcune sostanze, quali l’alluminio e il rame, che supererebbero di molto i limiti di tolleranza. Non solo: il parroco ha ricevuto e-mail, durante i prelievi, in cui si segnalavano esalazioni, probabilmente, di acido solforico dalla cava Solazzi.

 

Don Piergiorgio ricorda a Provincia e Comune l’impegno che si erano assunti per la bonifica dell’ex cava. ''La Provincia, con una delibera, e il Comune, con una decisione all’unanimità del consiglio comunale, hanno stabilito che dalla cava, non essendo una discarica, devo comunque essere rimossi i rifiuti''. E’ passato del tempo. ''Nel febbraio scorso — ricorda il sacerdote — sono stati accordati alla proprietà tre mesi di tempo per lo studio sulla bonifica, siamo ormai a luglio e non è stato preso alcun provvedimento''.

 

''Il timore dei cittadini — commenta amaro don Piergiorgio — è che vi siano interessi convergenti ad insabbiare la vicenda''. Per il sacerdote si sbaglia chi pensa che l’attenzione sull’emergenza ambientale a Carrara ''possa essere scemata nel corso dell’ultimo anno''. Anzi continuano le segnalazioni di cittadini, al sacerdote, di patologie che si sarebbero verificate negli ultimi mesi. Così il dossier, già piuttosto corposo, si arricchisce di altri casi: 3 morti per tumore al cervello, un caso di leucemia fulminante, svariati casi di tiroide. Don Piergiorgio conclude affermando: ''In questi mesi abbiamo potuto apprezzare l’impegno dei carabinieri dei Noe nel caso Arcobaleno, vorremmo che altrettanto impegno e trasparenza ci fossero da parte delle istituzioni coinvolte''.










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