Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha posto fine alla contesa per la custodia del gruppo statuario equestre. Tutto era nato dopo la firma di un accordo tra le provincie di Ancona e Pesaro nel 2001 che permetteva al museo nazionale del capoluogo di custodire 'a tempo' i bronzi
Ancona, 27 giugno 2008 - I bronzi non si muoveranno più da Pergola. Troppo pericoloso per la loro conservazione portarli in giro. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha scritto la parola fine alla contesa con Ancona per la custodia del gruppo statuario equestre risalente presumibilmente al 30 a.c. La 'guerra' era nata dopo la firma di un accordo tra le provincie di Ancona e Pesaro e i comuni di Ancona e Pergola nel 2001 che permetteva al museo nazionale del capoluogo di custodire 'a tempo' i bronzi per poi riconsegnarli a Pergola.
E così a rotazione perenne. Ma l’anno dopo, nel 2002, il Soprintendente per i beni archeologici delle Marche e soprattutto il sottosegretario per i Beni Culturali di allora Vittorio Sgarbi ribaltarono quell’accordo firmando dei provvedimenti che destinavano i bronzi dorati esclusivamente al museo di Pergola. Contro quella decisione, gli enti locali di Ancona ricorsero al Tar basandosi principalmente sul concetto che fosse stato disatteso l’accordo tra i vari enti firmato nel 2001. Il Tar gli diede ragione.
Era il 2003. A distanza di cinque anni, il Consiglio di Stato (a cui era ricorso il comune di Pergola tramite lo studio legale Brusciotti) ha ribaltato la decisione dei giudici amministrativi regionali dicendo sostanzialmente due cose: l’accordo del 2001 che permetteva la rotazione dei bronzi tra Ancona e Pergola è carta straccia in quanto non è mai stato firmato dal ministero per i beni culturali. Dunque, un foglio di carta paragonabile al resoconto di una chiacchierata tra amici. Secondo elemento messo in luce dalla sentenza del Consiglio di Stato che porta la data dell’otto aprile 2008 e depositata due giorni fa: ''...il sottosegretario Sgarbi ha ritenuto che il trasferimento dei bronzi possa pregiudicare la loro corretta conservazione...''.
''...di fronte a tale elemento, il sottosegretario ha ritenuto recessivi tutti gli altri interessi, relativi alla valorizzazione del bene in vista delle esigenze di promozione turistica degli enti locali. In altri termini, il sottosegretario Sgarbi ha ritenuto che l’interesse primario alla corretta conservazione del bene sia così seriamente pregiudicato dal suo trasferimento con la possibilità di ulteriori spostamenti, da non consentire il suo bilanciamento con gli altri interessi, dei quali sono portatrici le amministrazioni locali che hanno sottoscritto l’accordo del 2001. Le doglianze — scrivono i giudici del Consiglio di Stato — proposte dal comune e dalla provincia di Ancona risultano quindi infondate''.
Spiega l’avvocato Bruno Brusciotti che ha tutelato gli interessi del comune di Pergola: ''Si chiude finalmente una vicenda che è durata troppo. Il Consiglio di Stato ha ribadito la validità del museo di Pergola che ospita fin dal primo momento il preziosissimo gruppo bronzeo che per certi versi non ha eguali al mondo''.
Roberto Damiani
Sembra strano, ma solo adesso, dopo tanti anni, Valentina Vezzali e Giovanna Trillini, le campionesse jesine della scherma, incroceranno per la prima volta le lame in una competizione ufficiale in casa. Saranno le star dei campionati italiani assoluti di fioretto, in programma il 28 e 29 giugno al Palatriccoli