L'ondata di tagli determinata dalla manovra estiva del Governo Berlusconi sancirà una razionalizzazione del personale docente e Ata (collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi) già a partire dall’anno scolastico 2009/10
Pesaro, 1 luglio 2008 - ‘Forbici’ in azione nel mondo della scuola: la nuova ondata di tagli determinata dalla manovra estiva del Governo Berlusconi sancirà una razionalizzazione del personale docente e Ata già a partire dall’anno scolastico 2009/10. In provincia il ‘taglio’ riguarderà, per il 2008/09, 44 docenti, mentre il personale Ata (che raggruppa collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi) nel breve periodo non accuserà il ‘colpo’, diminuendo solo di uno o due posti, perdendo consistenza nei prossimi anni.
A livello regionale, sempre per l’anno scolastico alle porte, il ridimensionamento riguarderà 200 insegnanti e 24 del personale Ata, ma gli effetti più drastici si registreranno nel lungo periodo. E’ stato stimato che, a livello nazionale, da qui al 2012 ci saranno 100.000 cattedre (10% del totale) e 43.000 addetti del personale Ata in meno (17%): i sindacati sono già sul piede di guerra, ma nel breve periodo sembrano esserci pochi margini di manovra.
Pesaro, assieme a Macerata, se la passa meglio di Ancona e Ascoli. Da qui al 2012 il ‘taglio’ interesserà 354 docenti e 282 del personale Ata della nostra provincia, mentre il capoluogo regionale si ritroverà con 460 docenti e 383 Ata in meno. Sta meglio la vicina Rimini, che in quattro anni perderà 228 docenti e 173 Ata. A livello nazionale, guida questa speciale classifica Napoli, che dovrà ‘immolare’ 4.124 docenti e 2.524 Ata. Seguono Roma, Milano e Torino.
"I problemi maggiori per il corrente anno — spiega il provveditore Franco Marini — saranno per la scuola dell’infanzia e per i corsi serali. Giovedì 3 luglio avremo un summit con l’Ufficio scolastico regionale, per verificare l’entità del taglio nel suo insieme''. Questo provvedimento, già previsto peraltro nella Finanziaria dello scorso anno, giunge in un momento in cui stavate pianificando il prossimo anno scolastico.
E’ facile immaginare il disagio: ''Nella scuola dell’obbligo avevamo portato tutte le cattedre a 18 ore — continua Marini — questo ci ha comportato un innalzamento nel rapporto alunni/classi''. Ogni distretto provinciale è tenuto a conformare l’entità numerica delle classi secondo le indicazioni del ministero della Pubblica istruzione: avendo meno insegnanti, dovrete rifare i conti...
''In provincia siamo al di sopra della media nazionale — prosegue il provveditore —, eccezion fatta per le scuole elementari, dove siamo alle prese con una situazione particolare. Nella scuola media registriamo una media di 22,8 alunni per classe, contro i 20,8 indicati dal Ministero. Nelle superiori siamo a quota 23 circa, contro i 20,8 suggeriti da Roma. Discorso diverso per le elementari, dove la media è di 19 bambini per classe, contro i 20,7 della media nazionale. Ma abbiamo 51 pluriclassi (classi unite per scarsità numerica: per esempio una prima e una seconda insieme, ndr): se riusciamo ad accorparle ulteriormente, arriviamo ai trend previsti dal Ministero''.
Il taglio non riguarderà solo la scuola dell’obbligo, ma anche l’università e, conseguentemente, il settore della ricerca. Per avere dati più precisi, comunque, bisognerà attendere settembre.
Pierpaolo Bellucci
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