Il questore Benedetto Pansini ha un’idea precisa sul ritrovamento dello scheletro sotto una casa della zona mare di Pesaro: ''Credo che si tratti di poche ossa probabilmente di animali, ma non posso affermarlo con certezza"
Pesaro, 1 luglio 2008 - Il questore Benedetto Pansini ha un’idea precisa sul ritrovamento dello scheletro sotto una casa della zona mare di Pesaro: ''Credo che si tratti di poche ossa probabilmente di animali. Non posso affermarlo con certezza perché non siamo riusciti a controllare quel punto della cantina indicato dall’extracomunitario ma ho la mia opinione sull’argomento''.
Quale sarebbe? ''Che il muratore tunisino abbia deciso di dire quelle cose a distanza di tre anni dal ritrovamento perché così poteva restare in Italia per motivi di giustizia. Credo che alla fine la verità sia molto più semplice di quello che si crede''. Ma perché non controllate che cosa si nasconde sotto? ''Noi attraverso la squadra mobile abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere fare per chiarire la vicenda. Abbiamo consegnato una relazione in procura e poi dev’essere il magistrato a decidere cosa fare per appurare la verità''.
Intanto l’avvocato Isabella Pasqualini, che tutela il muratore tunisino Taamallah Zouhaier, l’extracomunitario che ritrovò quei resti nella cantina della casa della zona mare, annuncia: ''Dopo aver verificato l’esistenza del fascicolo in procura, non escludo che chiedere per il mio assistito la sospensione del decreto di espulsione per esigenze di giustizia. Ci troviamo di fronte all’unico testimone di un fatto che merita un’attenta verifica''. Visto che normalmente non ci sono resti umani o di animali nel sottosuolo delle case, il ritrovamento dello 'scheletro' come afferma l’extracomunitario, deve avere al più presto un chiarimento.
Se lo augura lo stesso imprenditore edile Roberto Zaffini che ha eseguito la ristrutturazione della casa e che è stato sentito dalla polizia per ricostruire le fasi di quel ritrovamento: ''Abbiamo ricoperto dei resti che a parer mio erano di animali. Magari gli operai che costruirono la casa negli anni ’50, nella pausa pranzo, hanno mangiato nel sottosuolo buttando via i resti della carne che mangiavano. Quindi ecco spiegata la presenza di quelle ossa. Comunque, noi abbiamo chiesto alla direzione lavori il da farsi e ci è stato detto di proseguire tranquillamente. Così abbiamo ricoperto tutto continuando il lavoro per la nuova pavimentazione della cantina. Sono tutte cose che ho già dichiarato alla polizia. Ma da allora, era novembre dell’anno scorso, non ho saputo più nulla''.
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