I commercianti, che hanno dovuto fare i conti con un inizio di stagione altalenante, storcono il naso per l'inizio dei saldi. D'altra parte però, la svendita è un'occasione per aprire il registratore di cassa e salvare il salvabile
Pesaro, 4 luglio 2008 - Estate alta, saldi bassi. E’ il termometro dei commercianti che da domani partiranno con gli sconti di fine stagione. Una stagione, in realtà, cominciata da appena due settimane. E con il caldo, si sono fatti attendere anche gli acquisti. Così, se da una parte mettere in saldo i capi estivi fa storcere il naso a molti commercianti, dall’altra è l’occasione per aprire il registratore di cassa e salvare il salvabile.
''Dovrebbero iniziare più tardi — commenta Elena Palombari del Marabù — ma la cosa importante è svuotare il magazzino. Dovremmo essere nel pieno delle vendite, ma la crisi si sente. Anche se è troppo presto, ben venga l’arrivo dei saldi''. ''E’ un momento atteso dalla gente — continua Giacomo Fiscaletti del negozio 'You and me' —: prima non compra perchè costa troppo, attende gli sconti e quando applichi il 30% ti chiede il 50. Siamo sempre strozzati''.
Che l’andamento del mercato sia ad una svolta, lo conferma anche Franco Del Moro di 'And': ''Se fino a quealche anno fa le vendite si concentravano al 70% prima dei saldi, oggi c’è una vera inversione di rotta. In una località di mare come la nostra, pronta alle aperture serali e ad accogliere i turisti, partire all’inizio di luglio significa penalizzare il commercio. I saldi così anticipati sono una strategia solo per le grandi città, che si svuotano alla metà del mese''. ''Se le collezioni sono due — continua Romina Renzi, responsabile di 'Luisa Spagnoli' — in realtà la piena stagione è di 3 o 4 mesi. I saldi dovrebbero partire a metà agosto''.
In linea con i colleghi anche Marika Lorenzi, responsabile acquisti del negozio Angelica Crus: ''Noi lavoriamo sempre, ma partire ora non va bene. Come non è corretto fare sconti che dimezzano il costo di partenza. La nostra politica è applicare prezzi accessibili, tenendo in considerazione che il target a cui ci proponiamo è quello di giovani donne, con stipendi di circa mille euro al mese''. E il suo titolare, Uber Tamburini, continua: ''Ci dovrebbero essere più controlli nel corso dell’anno. Molti colleghi, infatti, fanno promozioni senza rispettare la normativa di legge. Questo sminuisce il nostro lavoro, trasformando i commercianti in mercanti''.
Loretta Signoretti
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