Notizie Pesaro
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
DROGA

Avevano portato la Giamaica
nella cantina di casa: arrestati

Due riminesi e un pesarese avevano ricreato alla perfezione il microclima per la crescita delle piantine di cannabis. Sono finiti in manette dopo un'attenta indagine investigativa degli uomini della Squadra mobile di Verona

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Marijuana Verona, 30 luglio 2008 - Gli uomini della Squadra Mobile della Polizia della Questura di Verona, sezione antidroga, hanno scoperto una vera e propria piantagione di droga, cannabis nello specifico, occultata all'interno di una cantina di uno stabile.

 

Dopo attente indagini investigative gli agenti sono riusciti a risalire a tre italiani, originari di Rimini e uno di Pesaro, che avevano allestito un campo di stupefacenti in un locale attrezzato allo scopo in una località della bassa veronese: le pareti della stanza erano state foderate con della carta stagnola, coperte e del cellophane; all'interno di questo involucro era stato ricreato il microclima perfetto (umidità e temperatura) per favorire la crescita dalla marijuana: trovate infatti una trentina di piante alte un metro e mezzo mentre una ventina erano state appena piantate in piccoli bicchieri di carta pronte, una volta in fase di crescita, per venire trapiantate in vasi sempre piu grandi.

 


Sequestrati anche lampade speciali per illuminare l'area di crescita della piantagione, un igrometro, un misuratore di ph e sacchi fertilizzante di vario tipo: tra essi uno che riportava il nome di «cannaboost» . I tre di 63, 39 e 36 anni sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il piu giovane dei tre, tutti imparentati tra loro, era già noto alle forze dell'ordine per vicende di droga.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Murales con un'immagine della Madonna ad Urbino

La Madonna
appare a Urbino

Proprio quando si appresta a partire l’operazione del Comune contro le scritte sui muri, un altro graffito compare davanti all’Istituto d’arte. Si tratta di un’enorme Madonna con una stilizzata ombra di Urbino sullo sfondo, in fondo c’è scritto 'Mother Art'. Poco più di un anno fa un Cristo sanguinante fu eseguito in via Pellipario, poi venne cancellato. Ora l’autore rischia una denuncia

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli