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VERSO PECHINO

Magnini spara a zero sugli atleti dopati:
"Io farei il test del dna anche sui capelli"

Il pesarese, favorito per l'oro nei 100 stile libero, porta avanti la sua battaglia contro la piaga che sta infangando lo sport: ''Sono piccoli uomini e piccole donne quelli che ricorrono al doping, gente senza sicurezza di sé"

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Filippo Magnini Pechino, 4 agosto 2008 - Le Olimpiadi sono ormai alle porte e a tenere banco in questi giorni è la questione doping. Dopo la positività del fiorettista Baldini, candidato alla medaglia d'oro, un altro tra i favoriti per la vittoria, dice la sua sulla piaga che sta infangando lo sport italiano. ''Se fosse per me farei il test sul dna e anche sui capelli. Penso che per la lotta al doping si stia facendo abbastanza ma non tutto il possibile''.

 

Così Filippo Magnini porta avanti la sua lotta per uno sport pulito. Il campione mondiale della velocità, che dopo la gara agli europei aveva sollevato qualche dubbio sui rivali esplosi in una sola stagione, a quattro giorni dai Giochi spara a zero: "Sicuramente nella mia vita mi è capitato di gareggiare con atleti non puliti''. 'Re Magno' esce dalla clausura dorata dell'Italnuoto e ribadisce i suoi valori, quelli che ha sempre difeso: ''Io penso che per la lotta al doping si stia facendo molto, ma non troppo. E' con il talento e l'entusiasmo che si vince''.

 

''Sono piccoli uomini e piccole donne quelli che ricorrono al doping, gente senza sicurezza di sé - continua il campione di Pesaro - che non riesce a godersi momenti così importanti. Il mio doping? Non mi piace definirlo in questo modo: diciamo che io mi diverto a fare quello che faccio. Quando non sarà più così non farò più il nuotatore. Siamo tutti un po' stanchi di quello che sta succedendo''.

 

Poi torna sulla questione del costume, dopo che è riuscito ad ottenere dalla Speedo il body 'laser' che userà ai Giochi: ''Erano mesi che ci battevamo, ho dovuto fare rumore io e solo perché si potesse gareggiare tutti alla pari''. Già perché la pioggia di record messi a segno con il costume rivoluzionario aveva messo in allarme il nuoto azzurro: ''Quei tempi fatti mi avevano messo qualche dubbio sulle mie stesse capacità - ribadisce Magnini - ho visto gente migliorare di un secondo e mezzo in una stagione, quello che a me era riuscito in anni. Poi ho provato il costume e ho detto che non erano stati dei fenomeni. Forti sì, ma alla mia portata. Puoi essere anche il migliore, ma se gareggi con una moto scarsa non vai come i tuoi avversari''.

 

Che si chiamano Alain Bernard, il gigante francese primatista del mondo dei 100, ma anche Eamon Sullivan, fresco della rottura con la fidanzata, la compagna della nazionale australiana Rice. Il Superpippo nazionale è arrivato a Pechino invece ''più tranquillo degli altri anni'': merito della maturità acquisita, ma anche di una serenità che viene dagli affetti. Che saranno tutti qui (eccetto l'amico del cuore Marco, ''che gestisce le cose da Pesaro'') sabato prossimo: i genitori e la fidanzata Cristiana insieme a tre amici.

 

''Vengono per farmi sentire che sono vicini, e che io sono al sicuro'' sorride il campione della vasca. Dal fortino in cui gli azzurri sono chiusi dallo scorso 23 luglio, il pesarese è uscito di certo non per prendere una boccata d'aria. ''Ho visto la muraglia e qualche mercato - racconta - non mi aspettavo che la città fosse così grande, ma nemmeno tanto smog. Qui il cielo non è azzurro e non si possono vedere le nuvole: mi dispiace per loro che ci vivono, è un peccato, noi in fondo siamo solo di passaggio''.

 

Ma non al punto da non lasciare il segno sull'acqua del Water Cube. ''Vincere questa gara sarebbe una liberazione, ma è un sogno già provarci''. Anche per dare un messaggio a chi cerca le scappatoie. ''Se ti spacchi in acqua e hai talento ce la fai comunque, anche con il costumino - continua - anzi io sono per tornare a indossare quelli dopo i Giochi. Quello che succede non mi fa più divertire. Penso che siano gli ultimi anni in cui gli sport si potranno chiamare tali. Vedo solo una corsa a studiare il modo per andare più veloci. Alla fine si inventeranno le corsie che ti spingono quando sei stanco Quanto al costume, sono pronto a mettermi lo slip anche tra cinque giorni''.










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