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IL CAMMINO DELLA FEDE

Cinque ragazzi emuli di San Francesco
In pellegrinaggio solo con la Bibbia

Senza soldi, cibo, cellulare, Enrico Secchiaroli, Luca Lucarelli, Marco Bodini, Flavia Zenobi e Filippo Amaduzzi hanno vissuto della bontà altrui

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Fedeli Fano, 7 agosto 2008 - Enrico Secchiaroli, Luca Lucarelli, Marco Bodini, Flavia Zenobi e Filippo Amaduzzi. Sono i 5 giovani, tra i 18 e i 22 anni, di Fano e dell’entroterra, che hanno risposto alla proposta del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e del Centro Diocesano Vocazioni, e che girovagheranno per il territorio della Diocesi senza denaro, né cellulare, né cibo.

 

Per dormire e mangiare dovranno bussare nelle parrocchie, monasteri e case annunciandosi con una frase: “Per amore di Gesù povero e servo…”. Cinque giorni di provvidenza nei quali i giovani — studenti universitari, diplomati, lavoratori di Fano e dintorni — faranno un’esperienza unica solo dopo essersi conosciuti alla partenza, avvenuta domenica scorsa. Sono partiti 'armati' di un sacco a pelo, uno stuoino, un ricambio, la Bibbia e un quaderno.

 

In questo viaggio, i giovani si sono divisi in una coppia e in un trio. ''Il pellegrinaggio in povertà è alla seconda edizione — riferiscono i coordinatori diocesani — e siamo convinti che il desiderio di radicalità, in un contesto di abbondanza, sia molto richiesta dai giovani. Il Vangelo non è fantascienza o immaginazione ma è possibile e realmente credibile viverlo per tutti, specie per i giovani. La Provvidenza va vissuta sul campo per comprendere che l’insegnamento del Signore dona gioia e pienezza''.

 

Gli organizzatori hanno dato ai ragazzi una meta, il santuario dei cappuccini di Fossombrone, che dovranno raggiungere a piedi entro le 12 di oggi. Il percorso da intraprendere è stato deciso insieme dalla coppia e dal trio. Oggi all’arrivo pranzeranno assieme agli organizzatori e racconteranno le tante storie di accoglienza e generosità del nostro territorio.

 

''E’ un bene reciproco quello che genera questa esperienza — concludono gli organizzatori — sia per i giovani che chiedono e si trovano dinnanzi a tanta accoglienza o forse a qualche timido rifiuto; sia per tutti coloro che li accoglieranno, famiglie o sacerdoti, e toccheranno con mano che vi sono tanti giovani silenti che vivono la vita in modo solido e divertente, senza per questo eccedere, e sperimentare sulla propria pelle che quando si apre il cuore il bene ricevuto è sempre maggiore di quello donato''.

 

"Per i giovani l’essere accessoriato, al passo con la moda è importante, il pellegrinaggio serve ad disintossicarsi. Questi ragazzi ritrovano il dialogo interpersonale, a non aver paura della gente. Si scopre l’essenzialità vivere senza tecnologia senza denaro per capire cosa è veramente necessario''.

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