Sabato parte il Rossini Opera Festival. Il direttore artistico annuncia le novità, presenta l’Ermione (in programma domenica prossima) e parla di Florez: ''Straordinario anche nel cantare pagine non usuali''
Pesaro, 8 agosto 2008 - Ottant'anni e non sentirli. Alberto Zedda, anzi, fa un doppio, qualche volta triplo lavoro. In questi giorni alterna l’attività di direttore artistico del Rof a quella di direttore d’orchestra (per il recital di Juan Diego Florez di domani sera, con videoproiezione in diretta in Piazza del Popolo - e per lo Stabat Mater del 20 agosto).
L’altra sera nell’applauditissima prova generale de 'Il presagio romantico' con il bel tenore peruviano, il maestro milanese dirigeva con la vitalità, gli scatti, i saltelli di un giovanissimo.
Qual è il segreto? ''Mi verrebbe da dire la musica di Rossini. Anzi, per essere precisi, il ritmo rossiniano, che non è eguale a quello di nessun altro. Che costringe chi dirige un’orchestra a trasformarsi. E’ una caratteristica unica di Rossini, una pulsione vitale. Alla quale mi abbevero da anni''.
Eppure anche lei ha scoperto il Rossini tragico con grande ritardo. ''Io come tutti. Non si conosceva, era stato dimenticato. D’altra parte quel ritmo, quella pulsione di cui parlavo prima sembrava adattarsi alla perfezione all’opera comica. E’ forse è vero così. Ma il Rossini tragico offre uno straniamento, un’idealizzazione che è enormemente più vasta. Rossini è capace di ingigantire enormemente l’utilizzo di un linguaggio musicale semplice. Con risultati di grande modernità''.
E’ vero che il recupero del Rossini serio fatto da Fondazione e Rof è la grande operazione musicale degli ultimi trent’anni? ''E’ vero e lo dicono in tanti. Si è trattato di un recupero entusiasmante, obiettivamente molto difficile''.
Tra tutte le opere 'Ermione' (la prima è in programma domenica prossima) è la più difficile... ''Lo diceva anche Rossini che, peraltro, dopo l’insuccesso iniziale non volle più riproporla. Ho diretto 'Ermione' più di una volta a Madrid, al S. Carlo di Napoli eppure seguendo le prove in questi giorni mi stupisco ancora di come Rossini sia arrivato a tanto. 'Ermione' mi pare la prova che quello che si è detto del precoce addio di Gioachino non sia la verità''.
Cioè? ''Non è che Rossini ha smesso di comporre perché era o si sentiva vecchio, al contrario, come 'Ermione' conferma, era modernissimo. In anticipo con i tempi''.
Accostare due opere estreme come 'Ermione' e 'Maometto' non è un azzardo? ''E’ una scelta un po’ estrema anche per il Rof. Siamo però convinti che una possa aiutare a capire l’altra''.
'Ermione' nell’87 non venne accolta benissimo... ''Il regista scelse un allestimento un po’ ottocentesco, che faceva torto alla modernità dell’opera. L’attuale è molto più coerente con le qualità dell’opera''.
Il 29°Rof ancora deve cominciare e lei sta già lavorando alla trasferta giapponese, dove, a novembre, metterete in scena l’'Otello' dell’anno scorso e 'Maometto' di quest’anno. ''In pratica si tratta di un’edizione in più del Rof per i giapponesi. Perché trasferiamo quasi un intero festival nel Sole Levante. L’orgoglio è quello di fare tutto senza una lira di soldi pubblici. E’ tutto coperto dai Giapponesi, se andrà bene può non essere un unicum...''.
Juan Diego Florez? ''Sempre straordinario, anche nel cantare pagine rossiniane non usuali. Le stesse con cui Rossini apre il romanticismo e propone la nuova figura del tenore romantico, moderno''.
Maestro ha ancora un sogno da realizzare? ''Un’accaddemia come quella Rossiniana che formi i cantanti da ogni punto di vista. Ci ho provato inutilmente alla Scala ed a Madrid. ora c’è un’occasione a Valencia. Vorrei coglierla. Anche alla mia età ci sono sogni da realizzare''.
Grazie alla vitalità rossiniana... ''La succhio dalla musica ogni giorno''.
Luigi Luminati
Due avvenimenti motoristici che hanno creato grande curiosità ed interesse a Pesaro. In piazzale della Libertà si sono radunate tante vecchie Fiat 500, una addirittura con targa inglese, naturalmente con la guida a destra. Invece in piazza Agide Fava, tra il vecchio palasport e il parcheggio del 'Curvone', il Vespa Club ha organizzato il '2°VespAperitivo'. Si sono riuniti tanti appassionati della mitica Vespa, provenienti da Pesaro e dalle zone limitrofe