Gli enti hanno visto a giugno degli abbassamenti molto sostanziosi. All’Erap esiste molta severità: le visite fiscali sono immediate
Pesaro, 9 agosto 2008 - La cura Brunetta è risultata indigesta in molti ambienti del pubblico impiego, ma, dati alla mano, sta dando i primi risultati concreti, con dimuzioni delle assenze per malattia che vanno dal 20% (Comune di Pesaro) al 36% (Provincia). Va premesso che i mesi di luglio e agosto non sono particolarmente indicati per fare una statistica attendibile, in quanto molti dipendenti sono in ferie, e la stagione estiva non si presta ai virus influenzali, veri o presunti.
La Provincia nel mese di giugno ha registrato una diminuzione del 36,3% dell’assenteismo per malattia, "ma già da maggio — spiega Annarita Tornati, responsabile della gestione giuridica dell’ente di via Gramsci —, ovvero prima della manovra di Brunetta e Tremonti, avevamo avuto una diminuzione dei certificati pari al 37,2%, rispetto allo stesso mese del 2007".
Spulciando tra i dati statistici della Provincia, nel giugno 2007 su 639 dipendenti, sono stati accordati 504 giorni di malattia, mentre nel giugno 2008 su 628 impiegati, i giorni di malattia sono stati 321. Nel luglio 2007 su 635 dipendenti sono stati registrati 502 giorni di malattia, mentre quest’anno, con otto lavoratori in meno, i giorni di malattia sono stati 391. Un crollo verticale delle assenze, quindi. Evidentemente già da maggio qualcuno presagiva l’avvento delle nuovi manovre. "Si respira un clima di preoccupazione — ammette la Tornati — perché la nuova legge prevede una decurtazione dello stipendio nei primi dieci giorni di malattia". Quindi il danno economico per i ‘veri’ malati è evidente.
Il comune di Pesaro ha segnato una diminuzione dei certificati pari al 20%: nei mesi di giugno e luglio 2007, su 847 dipendenti, si erano contati 152 certificati. Nello stesso periodo di quest’anno, con otto lavoratori in più, ci sono stati 120 certificati. All’Erap (Ente regionale per l’abitazione pubblica), "l’assenteismo da anni è un fenomeno marginale — racconta il direttore generale Alberto Pisani —. Siamo appena 35 dipendenti, e di certificati se ne vedono davvero pochi. Personalmente mi sono operato all’ernia nel 2000, e il giorno dopo, potete verificarlo, ero al lavoro, accompagnato dai familiari perché non potevo camminare". Pisani ha ottenuto questi risultati grazie ad una certa severità: "Quando mi arriva un certificato di malattia — spiega — mando immediatamente la visita fiscale a casa del dipendente, tranne nei casi di ricovero ospedaliero e maternità, quest’ultima regolamentata dalla sezione locale dell’Asur".
Rabbia e indignazione stanno fomentando tra i dipendenti dell’Inpdap, l’istituto nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione: "Rispetto agli altri anni non c’è differenza nel numero di certificati — dice Antonietta Natale, responsabile dell’ufficio personale —. Il malcontento è dovuto ai toni esagerati di questa manovra. Già con le leggi di prima, i dirigenti potevano richiamare all’ordine gli impiegati ‘fannulloni’".
Pierpaolo Bellucci
Ad iscriverla è stata la mamma e lei non l'ha delusa: ha strappato gli applausi del foltissimo pubblico che affollava l’anfiteatro Rastatt e si è aggiudicata la vittoria. Giulia Moschini, 17enne che frequenta il quarto anno al Liceo Linguistico 'Nolfi', è stata eletta Miss Fano 2008