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IL FESTIVAL

Rof, l'avvio è in grande stile
Ovazioni per il tenore Florez

Ad affiancarlo c'erano la soprano moscovita Julia Lezhneva. Accompagnamento dell'Orquestra de la Comunitat Valenciana e del coro da camera di Praga, con la direzione di Alberto Zedda. Maxischermo in piazza del Popolo

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Rof, Diego Florez con Alberto Zedda Pesaro, 9 agosto 2008 - Entusiasmo alle stelle e quasi 15 minuti di applausi per il concerto che ha inaugurato la ventinovesima edizione del Rossini Opera Festival al Teatro Rossini. Stessa accoglienza calorosa, con punte di tifo quasi da stadio, in Piazza del Popolo dove un maxischermo ha permesso a centinaia di persone di seguire gratuitamente la kermesse.

 

Si è trattato, come annunciato, di un prezioso concerto a tema, e non di una passerella ad uso e consumo di una stella brillantissima della lirica, il che tuttavia non ha impedito che la serata ruotasse intorno al tenore Juan Diego Florez, accolto da applausi affettuosissimi e da ripetuti 'Bravo!'.

 

Teatro gremito e con un pubblico eterogeneo, dove hanno primeggiato per consistenza numerica e per curiosità i melomani giapponesi. Il concerto è stato tratteggiato con intelligenza e sensibilità ed è riuscito nell'intento dichiarato di illustrare 'il presagio romantico', illuminando quello spazio tra vocalità belcantistica e romanticismo che Rossini ha riempito con le sue opere, attestando la nascita del tenore romantico attraverso pagine tratte da due opere splendide come 'La donna del lagò e 'Guillaume Tell'.

 

E proprio con l'ouverture del 'Tell', autentico capolavoro strumentale dell'ultima opera composta dal pesarese, ha avuto inizio il concerto che ha immediatamente rivelato un Orchestra coi fiocchi, quella de la Comunitat Valenciana, guidata con vigore e passione dal maestro Alberto Zedda, direttore artistico del festival e nume tutelare della Rossini renaissance. Zedda è un fenomeno della natura: dirige con tutto il corpo e persino con il viso.

 

L'energia e l'entusiasmo con cui affronta e traduce per l'orchestra e per il pubblico i segreti della musica rossiniana sono il frutto dello spessore culturale e musicologico, che si riversano inevitabilmente sulla lettura della partitura. L'Orchestra, come del resto il Coro da Camera di Praga, presenza di specchiata professionalità, hanno risposto con prontezza e determinazione alle sollecitazioni del direttore: tutto è filato liscio.

 

Nella parte propriamente lirica del concerto che ha aperto il Rof hanno primeggiato Florez e Julia Lezhneva, giovane soprano russo a cui è stata offerta l'occasione ghiotta di affiancare il tenore peruviano. Per nulla intimidita la Lezhneva ha indossato con disinvoltura i panni di Elena de 'La donna del lago' e quelli della nobile Mathilde di 'Guillaume Tell'. Di grande impatto emotivo il Duetto Elena-Uberto 'Le mie barbare vicende...', in cui gli interpreti hanno reso con efficacia il clima di concitata passione attraverso impetuosi procedimenti belcantistici.

 

Florez poi ha raccolto autentiche ovazioni nell'aria di Uberto 'Oh fiamma soave, ricca di ricercate fioriture che il tenore ha risolto con straordinaria eleganza e naturalezza, e in quella di Arnold 'Asile hèrèditaire', una pagina straordinaria, forse il momento supremo del 'Tell', che si configura come una cabaletta eroica dalla vocalità emotivamente irresistibile. Con questo concerto Florez, ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che essere un fuoriclasse significa anche lavorare di cesello, muoversi nel terreno minato della scrittura belcantistica con misura e raffinatezza, consapevole che il carisma non si misura dalla durata degli acuti, ma dalla capacità di trasmettere emozioni e di far vibrare le corde più intime dell'animo dell'ascoltatore.










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