Notizie Pesaro
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
SCAVOLINI SPAR

"Con Stanic cambia completamente il registro di gioco"

Il gm Mauro Montini è convinto: "Dopo tre anni abbiamo un play che pensa ed organizza la squadra"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Maximiliano Stanic Pesaro, 14 agosto 2008 - E’ piaciuto l’impatto col nuovo faro della Vuelle: la fierezza con cui si è presentato Max Stanic ha convinto i tifosi. Non ha usato le solite frasi scontate, tipo ''sono qui per fare il massimo'', ha raccontato invece della volontà di ferro che gli è servita per sgombrare il campo dai dubbi che il suo 1.78 gli ha creato nel corso della carriera.

 

Un play vero, che ha fatto del cervello la sua prima arma: ''Se cercassi di fare 20 punti a partita meriterei di essere mandato a casa, non è questo il mio lavoro, so perché Pesaro mi ha voluto — dice sereno —: per gestire il gioco e valorizzare gli altri. E in questo mi sento molto sicuro, la serie dove giochi non conta'' ha sottolineato.
Il gm Montini ha poi voluto rimarcare la scelta precisa fatta dal club firmando proprio l’oriundo argentino come regista titolare: ''Rispetto alle altre annate in cui ho fatto il mercato per la Scavolini Spar, in questa cambiamo la tendenza del gioco: Stanic è uno che organizza e imbecca gli altri col timing giusto, senza nulla togliere all’istinto vincente di Morri, che ci ha condotto a due promozioni, e al talento di Clark, che conosce mille modi di far canestro''.

 

Per Max parlano le cifre dell’ultima stagione italiana a Pavia in Legadue, chiusa con ben 7 assist di media: un numero che la dice lunga, confermato grosso modo anche al Pau, che l’avrebbe tenuto volentieri: ''Nella burrascosa stagione di un anno fa, oltre al coach, del quintetto hanno cambiato tutti tranne me, quindi penso di essere andato bene''. Poi ha pure avuto l’occasione di giocare le Olimpiadi con la nazionale argentina: ''Ho partecipato al torneo sud-americano, eravamo in 15, a Pechino sono andati in 13. Ma va bene lo stesso, almeno arrivo riposato al raduno''.

 

Dove troverà un altro regista importante ad affiancarlo, un giovane dal sicuro avvenire come Van Rossom: ci sarà rivalità? ''No, per carità, nessuna rivalità. Nel basket di oggi nessuno può pensare di reggere il ritmo per 40’, quindi è importante avere una spalla per dividersi il ruolo. Non sono nemmeno un fissato di chi parte fra i primi cinque o dalla panchina, ognuno farà la sua parte. Non mi piacciono gli individualismi, men che meno in uno sport come il nostro dove, se una squadra impara a giocare insieme, vale doppio''. A fine conferenza stampa, l’altro giorno, Stanic ha incontrato il preparatore atletico Venerandi, una figura importante soprattutto in questo momento della stagione in cui si mette benzina nell’auto per cominciare a correre con le giuste forze sulla strada del campionato.

Elisabetta Ferri










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Stanic insieme ai tifosi

Maximiliano Stanic finalmente a Pesaro

Tra le ovazioni dei tanti tifosi accorsi al Caffè 75, il nuovo play della Scavolini si presenta: "Le mie radici sono qui. Niente a che fare con la Slovenia, mio nonno era di Trieste e l’altro di Potenza, mi sento italiano"

LEGGI LA NOTIZIA

Pancia da birra

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli