Vittima un ex professore di lettere che è deceduto per un'emorragia cerebrale all'ospedale di Fano. I medici avevano detto che si trattava di un principio di infarto. La famiglia si è rivolta alla Procura
Fano, 19 agosto 2008 - Aveva un leggero senso di vertigine. E’ andato al pronto soccorso di Fano per scrupolo, su indicazione del medico di famiglia. Erano le 13 di venerdì 1° agosto. Tac, analisi del sangue, poi trasferimento in Cardiologia per un ipotetico infarto, mai riscontrato. Poco più di 24 ore dopo, muore per emorragia cerebrale causata forse anche da quella terapia anti-infarto.
Perché nessun medico di Cardiologia aveva intuito la realtà in base ai sintomi manifestati dal paziente (costante dolore di testa, febbre, riflessi sempre più blandi, ripetuta perdita di coscienza) né qualcuno del reparto ha avuto l’umiltà di prestare ascolto in tempo utile alle suppliche dei familiari che chiedevano una seconda Tac di fronte al peggioramento costante delle condizioni del congiunto. Per tranquillizzare moglie e figli, hanno somministrato al paziente la tachipirina.
E’ la storia che ha portato alla morte di Franco Paupini, 69 anni, per decenni insegnante di Lettere all’istituto commerciale 'Battisti' di Fano, conosciutissimo in città. I familiari, la moglie Orietta, i figlia Cinzia, Lorenzo e Alessio (un quarto figlio Marcello morì in un incidente stradale nel 2002), non accettano in silenzio un destino che potrebbe esser stato provocato da errori dei medici di Fano. Si sono rivolti agli avvocati Roberto Longhini e Claudio Mattioli di Fano per presentare un esposto in procura affinché il magistrato accerti se ci sono state negligenze e superficialità.
Raccontano i legali: ''Il professor Paupini è entrato al pronto soccorso di Fano venerdì primo agosto alle 13. Dopo una serie di accertamenti, rimane in osservazione. Passa la notte tra il 1° e il 2 agosto abbastanza bene e anche la mattina del 2 non presenta alcun problema, tanto che i familiari tornano a casa per un paio d’ore. Nel frattempo però, i medici cominciano a praticare al professor Paupini una terapia anticoagulante in ragione di un supposto infarto che non è mai stato riscontrato. Nel pomeriggio del 2 agosto, la situazione peggiora. La moglie Orietta si accorge subito, tornando in ospedale alle 16, che il marito ha la febbre e gli occhi lucidi. Parla a malapena, dice di avere un forte mal di testa''.
''A quel punto, la consorte cerca un medico. Lo trova e gli dice che il marito sta inesorabilmente peggiorando. Il cardiologo risponde che è tutto sotto controllo. Non si disturba nell’andare a visitare il paziente. La donna continua a chiedere ad infermieri e sanitari di fare qualcosa. Alle 18, sempre di sabato 2 agosto, il cardiologo smonta dal servizio, prescrivendo un antidolorifico per quel paziente con la moglie petulante. Alle 21.15 un cardiologo gli somministra un altro calmante. Solo alle 22.45, il medico, stanco delle insistenze della donna, arriva al letto del professor Paupini''.
''Lo trova con la bocca storta, quasi immobilizzato. Viene sottoposto finalmente ad una seconda Tac che evidenzia una emorragia cerebrale di almeno 9 cm. Lo trasferiscono in Ancona all’una di notte, con un’ambulanza della croce verde che deve arrivare da Marotta. In Ancona, i medici dicono che il paziente è inoperabile. Di lì a poco, il professor Paupini entra in coma. Muore a Fano, tra lo strazio dei familiari domenica 3 agosto, nel pomeriggio''.
ro.da
Tra le ovazioni dei tanti tifosi accorsi al Caffè 75, il nuovo play della Scavolini si presenta: "Le mie radici sono qui. Niente a che fare con la Slovenia, mio nonno era di Trieste e l’altro di Potenza, mi sento italiano"